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venerdì 22 gennaio 2021

[Recensione] IL GIORNO SBAGLIATO - film con Russel Crowe e Caren Pistorius


Oggi il nostro cinefilo impertinente ci parla de IL GIORNO SBAGLIATO, film con Russel Crowe e Caren Pistorius, diretto da Derrick Borte, e disponibile per l’acquisto o il noleggio.

Genere: Thriller 
Regia: Derrick Borte
Sceneggiatura: Carl Ellsworth
Produttore: Lisa Ellzey, Mark Gill, Andrew Gunn
Fotografia: Brendan Galvin
Montaggio: Michael McCusker, Steve Mirkovich, Tim Mirkovich
Effetti speciali: Matt Kutcher, Justin Ball
Musiche: David Buckley
Scenografia: Freddy Waff
Costumi: Denise Wingate
Trucco: Lana Mora
Cast: Russell Crowe, Caren Pistorius, Gabriel Bateman, Jimmi Simpson, Austin P. McKenzie, Juliene Joyner, Anne Leighton, Michael Papajohn, Lucy Faust, Devyn A. Tyler
Anno: 2020
Paese: USA


Trama: 
un innocente incidente quotidiano si trasforma in un incubo quando una donna suona il clacson all’uomo sbagliato nel momento sbagliato. L’espressione “rabbia al volante” non rende l’idea di ciò che lo sconosciuto farà a lei e a tutti quelli che incontra.





A meno che voi non abitiate, come il sottoscritto, sulla cima di una montagna soli soletti, vi sarà capitato di avere una brutta giornata. Una di quelle in cui ti alzi col piede sbagliato e sei già arrabbiato ancor prima di fare colazione. Poi ti metti al volante, ti infili nel traffico mattutino e al primo semaforo, in cui non scatti come una molla al verde, una macchina dietro di te ti suona il clacson. È vero che tecnicamente avrebbe ragione lei, perché ti sei “addormentato” sotto a un semaforo, ma che cavolo! Un minimo di cortesia no?! Una lampeggiata? Un colpetto leggero di avvertimento? No, quella che ti arriva è la figlia di tutte le clacsonate, l’Olimpo dello spacca timpani, il colpo di clacson più potente dal 1903. E giustamente, dato che già eri partito con nervoso, ti girano i così detti talmente forte che stai già fantasticando su come gliela faresti ingoiare quella maledetta tromba. 


Ecco, la giornata di Tom Cooper è partita male, anzi, malissimo. Nella notte, infatti, ha fatto irruzione nella casa della sua ex moglie (che lui considerava la responsabile di tutte le sue sfortune) uccidendo lei e il compagno a martellate, e incendiando la loro casa. Poi aveva iniziato ad aggirarsi per strada col suo pick up senza una meta, aspettando di essere trovato e probabilmente ucciso dalla polizia. Ed è quello il tipo sbagliato e nel giorno sbagliato a cui Rachel suona il clacson con rabbia perché non parte a un semaforo verde. La situazione degenera qualche minuto dopo, quando lui si accosta con l’auto scusandosi per essersi distratto al volante e pretendendo a sua volta delle scuse che, però, la donna rifiuta di fare. E questo è solamente l’inizio dell’incubo in cui la Rachel si troverà coinvolta, quando Tom deciderà che il suo nuovo obiettivo nella vita sarà quello di fargliela pagare. 


La trama del film sembra a tratti semplice e persino surreale ma, ad una seconda analisi, invece, ci rendiamo conto che non è poi così improbabile. Certo, nessuno di noi si sognerebbe di fare una guerra a qualcuno che ci ha clacsonasti, ma internet è pieno di video di litigi stradali che finiscono ben oltre la legalità e il buon senso, con risse, spari, speronate, passando per tutta una serie di inseguimenti ad alta velocità pericolosissimi e potenzialmente letali per tutti. In fin dei conti, nella maggioranza dei casi, a frenare i nostri istinti vendicativi è la cosiddetta “bilancia” che ci ricorda quanto avremmo da perdere nel caso in cui decidessimo di dare sfogo ai nostri più bassi istinti. Ma se invece da perdere non avessimo più nulla?


Su questo principio si basa tutto il film, una storia che sicuramente estremizza in un’iperbole le conseguenze della rabbia al volante ma, proprio per come è premessa, diventa non solo possibile, ma probabile. In fin dei conti non sappiamo nulla delle persone che ci circondano quando siamo nel traffico e stiamo andando al lavoro. E se in mezzo a loro ci fosse un pazzo criminale?
Tutte queste premesse danno vita a un prodotto davvero molto interessante. Un ottimo uso di scene di azione e suspense ci tengono con gli occhi incollati allo schermo senza darci tregua, impossibilitati a distrarci. 90 minuti passati con gli occhi sbarrati, abbracciato al mio cuscino a forma di orso, con quella strana sensazione dentro che ti porta a pensare “si ok, lui è uno psicopatico fuori di testa, ma lei porca paletta poteva chiedere scusa no?!”.


Ad interpretare il protagonista è Russel Crowe. La prima cosa che salta all’occhio è che non è più l’adone che ricordavamo in film come Il gladiatore. Diciamo che anche lui, come me, ha scoperto i piaceri del buon cibo, ma questo, se possibile, l’ha reso un attore ancora migliore. La sua espressività è straordinaria, e mentre gli altri attori sembrano a volte fuori posto, lui è sempre sul pezzo, sempre più bravo e sempre più oscuro. Il fatto poi che sia doppiato da Luca Ward rende tutto magico. Sarò sincero: con un attore o un doppiatore differenti, questo film sarebbe stato davvero molto peggio. 


Per tirare le somme: un Russel incredibile e con una voce da brividi, una trama folle ma spaventosamente verosimile, e una regia all’altezza, rendono IL GIORNO SBAGLIATO un ottimo film. Avevo alte aspettative e devo dire che non sono state deluse. Le uniche note dolenti per le quali non posso dare un 5 sono piccoli errori di trama, sicuramente voluti per rendere il prodotto più interessante, ma che, a dire il vero, ho trovato un pochino forzati. Soprattutto considerando che il tutto è ambientato negli Stati Uniti, dove spesso la polizia ingaggia cacce all’uomo di dimensioni bibliche, mentre qua sembra che arrivino sempre troppo tardi o non arrivino proprio.

Voto: 4
L’amichevole GM di quartiere.

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