Ultime recensioni

giovedì 31 dicembre 2020

[Recensione] SOUL - film d'animazione disponibile su Disney+

Oggi il nostro cinefilo impertinente ci parla di SOUL, il film d'animazione del 2020 diretto da Pete Docter e disponibile su Disney+.

Genere: Animazione, Commedia, Drammatico, Avventura
Regia: Pete Docter, Kemp Powers (co-regista)
Soggetto: Pete Docter, Kemp Powers, Mike Jones
Sceneggiatura: Pete Docter, Kemp Powers e Mike Jones
Produttore: Dana Murray
Produttore esecutivo: Dan Scanlon, Kiri Hart
Casa di produzione: Pixar Animation Studios, Walt Disney Pictures
Distribuzione in italiano: Walt Disney Studios Motion Pictures (attraverso la piattaforma streaming disney+)
Fotografia: Matt Aspbury, Ian Megibben
Montaggio: Kevin Nolting
Musiche: Trent Reznor, Atticus Ross
Anno: 2020
Paese: USA



Trama: 
: Il film segue la storia di Joe Gardner, un insegnante di musica della scuola media, che cerca di riunire la sua anima e il suo corpo dopo che sono stati accidentalmente separati, poco prima della sua grande svolta come pianista jazz.






Eccoci di nuovo qui a parlare di un film d’animazione. Curioso come ci si appassioni a prodotti ideati principalmente per un pubblico di bambini, nonostante si abbia ormai l’età per essere genitori. SOUL racconta la storia di Joe Gardner, un insegnate di musica delle scuole medie, che fa di tutto per cercare di sfondare nel mondo della musica jazz, ma senza riuscirci. Insoddisfatto della situazione, lui non si arrende e continua a provare, rifiutando persino lavori sicuri e ben pagati, pur di continuare ad avere il tempo necessario a presentarsi alle audizioni. Un giorno riesce ad ottenere finalmente un ingaggio da un famoso gruppo jazz e, quando sta per dare una svolta alla sua vita, gli succede un piccolo imprevisto: muore. Da lì inizierà il complicato viaggio della sua anima per riappropriarsi della sua vita. 


La trama del film, pur essendo bella, non è per nulla innovativa o spettacolare, anzi, si potrebbe quasi definire banale. Quindi, cosa rende speciale questo prodotto? Il fatto che affronti un tema che troppo spesso viene ignorato o trattato con leggerezza: il rapporto conflittuale fra genitori e figli, quando si tratta di carriera. 


La madre di Joe, infatti, è una donna tutta di un pezzo che ha aperto un negozio di sartoria e che, come dice lei, “ha pagato le bollette a tuo padre e ora paga le tue”. Si perché, mentre per il figlio inseguire i propri sogni è fisiologico, per la madre è una perdita di tempo. Quindi lei lo sprona continuamente a cercare un vero lavoro, con uno stipendio fisso, un’assicurazione sanitaria e tutti i benefici del caso, pregandolo incessantemente di smettere di provare a ogni costo a diventare un famoso jazzista, ed arrendersi alla realtà. Perché lei non ci sarà per sempre ad aiutarlo economicamente. Ora, chi ha provato a farsi strada nel mondo dell’arte (qualsiasi tipo di arte) si è probabilmente trovato in una posizione simile. In molti casi osteggiati dai genitori che vorrebbero per i figli una vita serena senza troppe preoccupazioni finanziarie, e consapevoli del fatto che sfondare in quel mondo è davvero difficile ed improbabile. Il fatto però è che guardando il film non si riesce a non provare tenerezza alla vista di quest’uomo di mezza età, che ha rinunciato a tutto (compreso l’amore) per inseguire il sogno di diventare un pianista famoso. Insomma, a una certa ci speri davvero tanto che vada tutto bene. 


E questo è il motivo per cui il film mi è piaciuto parecchio, mi sono ritrovato tantissimo nel personaggio della madre. Che sta pure bene se il figlio prova ad inseguire i suoi sogni, ma ad una certa bisogna che le bollette se le inizi a pagare da solo. E che cavolo!

Il film però è bello, le animazioni sono fatte molto bene e la storia, per quanto non troppo originale, ha spunti davvero interessanti. Probabilmente non è il miglior prodotto Pixar, ma non è nemmeno il peggiore (Cars vive ancora nei miei incubi). Si sarebbe potuto sicuramente tralasciare un po’ tutta la faccenda dell’anima che gironzola cercando un modo per ingannare il destino, e approfondire un pelo di più il rapporto conflittuale con la madre. Anche perché, a dire il vero, è probabilmente l’unica parte davvero autentica del film.

Voto: 3
L’amichevole GM di quartiere. 

Nessun commento:

Posta un commento