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giovedì 10 dicembre 2020

[Recensione] THE GENTLEMEN - film con Matthew McConaughey, Charlie Hunnam, Colin Farrel e Hugh Grant disponibile su Prime Video


Oggi il nostro cinefilo impertinente ci parla di THE GENTLEMEN, film con Matthew McConaughey, Charlie Hunnam, Colin Farrel e Hugh Grant, scritto e diretto da Guy Ritchie, disponibile su Prime Video.

Genere: Thriller, Azione, Commedia
Regia: Guy Ritchie
Soggetto: Guy Ritchie, Ivan Atkinson, Marn Davies
Sceneggiatura: Guy Ritchie
Produttore: Guy Ritchie, Ivan Atkinson, Bill Block
Casa di produzione: Miramax
Distribuzione in italiano: Leone Film Group, Prime Video
Fotografia: Alan Stewart
Montaggio: James Herbert
Scenografia: Gemma Jackson
Attori: Matthew McConaughey, Charlie Hunnam, Henry Golding, Michelle Dockery, Jeremy Strong, Eddie Marsan, Colin Farrell, Hugh Grant, Jason Wong, Samuel West, Eliot Sumner, Franz Drameh, Danny Griffin
Anno: 2019
Paese: USA, Regno Unito



Trama: 
The Gentlemen segue le vicende dell'espatriato americano Mickey Pearson, che ha costruito un impero della marijuana altamente redditizio a Londra. Quando viene fuori la notizia che sta cercando di vendere l'azienda e andare in pensione, si innescano trame, schemi, corruzioni e ricatti nel tentativo di rubargli il regno da sotto il naso.






I gangster movie mi piacciono quel tanto che basta da essermi fatto trascinare nella visione di certi prodotti, che tutt’ora popolano i miei incubi impedendomi di dormire serenamente. Film talmente brutti da non riuscire a trovarci un senso nemmeno guardandoli al contrario. Fortunatamente, però, questa volta devo ammettere che sono stato colpito in modo davvero piacevole da questa pellicola.


Tutta la storia gira attorno alla figura di Mickey Pearson, uno statunitense naturalizzato londinese, che negli anni è riuscito a mettere in piedi un impero basato sulla marijuana. Dalla produzione alla distribuzione, un’azienda dal valore di parecchie centinaia di milioni. Insomma, mica male eh? Questo l’ha resto talmente famoso e popolare da essere soprannominato “lord”. Ora, cosa succede quando un industriale decide di andare in pensione? Che vende l’azienda, incassa la buona uscita e si vive la sua vita privilegiata in pensione. Beh, Mickey ha lo stesso obiettivo, per questo decide di mettere in vendita l’attività. Il problema, però, è che quando il tuo gioiello non è propriamente “legale”, attiri solamente un certo tipo di compratori: spietati signori della droga di ogni nazionalità, disposti a tutto pur di ottenere uno sconto.


Il film ha una particolarità che mi ha entusiasmato parecchio: è tutto raccontato sotto forma di sceneggiatura cinematografica, con continui riferimenti a scene, inquadrature, punti chiave e via dicendo. Infatti, fin dalle prime battute, facciamo la conoscenza di Fletcher, un investigatore privato molto sopra le righe, interpretato da un bravissimo Hugh Grant, che ci farà da voce narrante per tutto il film, slegando i nodi della trama per mostrarci come sono andate le cose. Si tratta infatti di una pellicola che ci terrà incollati allo schermo per quasi due ore, nell’attesa di scoprire quali trame siano state ordite e chi ne fosse il mandante. Insomma, non solo un gangster movie, ma anche un thriller davvero ben fatto e ricco di colpi di scena imprevisti.


Manco a dirlo gli attori ingaggiati sono di primissima categoria, partendo da Mattew McConaughey che interpreta un gangster incredibilmente carismatico, elegante e raffinato, ma che si trasforma in un animale spietato e senza scrupoli quando la situazione lo richiede. Impressionante anche Charlie Hunnam, che interpreta il suo braccio destro, sempre freddo e posato. Un uomo che sembra avere sempre la situazione sotto controllo. Hugh Grant poi è fantastico, calato benissimo in un investigatore atipico, che si muove in quel sottobosco di criminalità come se si trattasse di una riunione dei boy-scout. L’unica pecca è Colin Farrel, bravissimo nel ruolo del Coach, che però è relegato a personaggio secondario, con poco minutaggio e una caratterizzazione un po’ stereotipata. Mi è piaciuto molto perfino Jeremy Strong, anche se spesso messo in ombra dagli attori attorno a lui. Proprio per questo sono convintissimo che buona parte del successo del film sia proprio da assegnare all’ottimo cast ingaggiato.


La cosa che rende questo prodotto sicuramente molto migliore, rispetto alla media, è il fatto che non sia né troppo violento, né troppo scontato. È la giusta via di mezzo, il mix perfetto di scene d’azione e trama, un prodotto che non annoia mai e ci rapisce per due ore, riconsegnandoci al divano con qualcosa in più rispetto a quando l’abbiamo iniziato.

Voto: 4
L’amichevole GM di quartiere.

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