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sabato 28 novembre 2020

[K-Drama e non solo] LE MIGLIORI SERIE TV ASIATICHE DA GUARDARE


Benvenuti a un nuovo appuntamento con la rubrica K- Drama e non solo, le migliori serie tv asiatiche da guardare!
Questa settimana vi consiglio un Mistery Paranormal, un Romance e un Fantasy.


BLACK
Genere: Thriller, Mystery, Paranormal, Commedia Romantica
Sceneggiatore: Choi Ran
Regista: Kim Hong Seon, Go Jae Hyun
Anno: 2017
Episodi: 18
Durata: 1 ora e 20 minuti circa
Cast: Song Seung Heon, Go Ah Ra, Lee El, Kim Dong Jun, Kim Won Hae, Jo Jae Yoon
Netflix: https://www.netflix.com/title/80214013






Trama:
Un essere soprannaturale, un detective e una donna che prevede la morte si trovano coinvolti in questioni di vitale importanza e in oscuri misteri di vent'anni prima.

BLACK è uno dei miei drama preferiti, un giusto mix tra commedia romantica e thriller. 

Kang Ha Ram (Go Ah Ra - Miss Hammurabi) è una giovane ragazza con lo spaventoso dono di vedere la morte. Quando incontra qualcuno destinato a morire a breve, vede un'ombra scura seguire questi sventurati. Se poi decide di toccare l'ombra, ha anche una visione del come queste persone moriranno. Inutili sono stati, negli anni, gli innumerevoli tentativi che Ha Ram ha fatto per cercare di salvare queste persone. Qualsiasi cosa facesse o dicesse, alla fine la morte prendeva sempre i predestinati, finiva solo per essere etichettata come pazza o maledetta. Così ha deciso di chiudersi in se stessa, cercando di rifuggire il più possibile dal mondo e dalle persone. Un giorno però incontra Han Moo Gang (Song Seung Heon) un detective che le chiederà di aiutarlo a salvare le persone che lei vede destinate a morire. Inizialmente scettica, Ha Ram decide di accettare, però mai si sarebbe aspettata di finire per collaborare fianco a fianco con un tristo mietitore, e che le loro indagini li avrebbero condotti a far luce su un caso vecchio di vent'anni.


Questa è la trama. Ho cercato di spiegarvi i punti salienti senza però entrare troppo nei dettagli, perché rischierei di fare inutili spoiler. Inizialmente ci troveremo a seguire i primi passi di questo essere soprannaturale che, anche essendo uno dei tristi mietitori più spietati e temuti, si affaccia al mondo umano in modo impacciato e privo di qualsiasi esperienza. È stato davvero divertente vedere i suoi tentativi di riprodurre i comportamenti umani, finendo solo per sembrare una persona strana e un po' suonata. Song Seung-heon è davvero bravissimo a interpretare questo mietitore, e gran parte della riuscita del drama lo attribuisco proprio a lui e alle sue doti attoriali. Anche Go Ah Ra veste bene i panni di questa ragazza tormentata e spaventata dal suo dono, però lei viene messa un pochino in disparte, quasi fosse un personaggio secondario.


La storia comunque è strutturata bene e il suo svolgimento è fluido e preciso. Inizialmente gli episodi sono principalmente basati sull'ironia. Man mano che si procede con le puntate, la trama diventa più chiara e ogni pezzo inizia ad avere il giusto significato, fino a condurci nel cuore del drama, dove lasciamo da parte le risate per addentrarci in un genere più drammatico. Le ultime puntate sono state difficili da digerire, così pregne di sofferenza. Seguivo lo svolgimento con il cuore a pezzi e gli occhi lucidi, cercando di trattenere le lacrime. Le emozioni che gli attori ci trasmettono sono tante e arrivano allo spettatore con un pugno in pieno stomaco, inaspettato ma deciso. 
La caratterizzazione dei personaggi è davvero bella e l'evoluzione di questo tristo mietitore, il modo in cui il suo personaggio acquista consapevolezza, è quasi spiazzante. Da essere freddo e cinico, inizierà a empatizzare con gli essere umani fino a vivere i loro sentimenti sulla sua pelle. Credo che resterà uno dei miei personaggi preferiti nel mondo dei drama. 


Qui il filo rosso del destino, che lega i nostri protagonisti, è più intrecciato che mai. Quando finalmente questa matassa si sbroglierà, e si capirà il loro reale legame, non si può che restare stupefatti e un pochino increduli. Questo perché la trama è sviluppata così bene che, se anche ti senti accompagnato per mano a ogni scena, non ti viene svelato niente per caso ma tutto è calcolato nei minimi dettagli. 

Consiglio BLACK a chi cerca un bel Thriller, ricco di ironia, ma con un risvolto drammatico quasi inaspettato.

P.S.- quando per la festa mascherata si veste da Joe Black è il massimo!!! 😂
 

Voto 8 ½



DO YOU LIKE BRAHMS?
Genere: Romance, Melodramma, Musica, Amicizia
Sceneggiatore: Ryu Bo Ri
Regista: Jo Young Min
Anno: 2020
Episodi: 16
Durata: 1 ora e 5 minuti circa
Cast: Park Eun Bin, Kim Min Jae, Kim Sung Chul, Park Ji Hyun, Lee Yoo Jin, Bae Da Bin
Viki: https://www.viki.com/tv/37214c-do-you-like-brahms




Trama: 
Sfidando la resistenza della sua famiglia, Song Ah viene accettata alla scuola di musica della stessa università dove si è originariamente laureata in economia. Avendo sette anni più dei suoi compagni di classe, trova la sua nuova vita accademica scoraggiante e fatica a trovare la forza. Un giorno sente Joon Young suonare "Traumerei", il che la conforta. Joon Young è un pianista di talento che ha iniziato a suonare il pianoforte a sei anni. È amico di Jung Kyung, la nipote del CEO del Kyunghoo Group, da molto tempo, ed è innamorato di lei. Quando decide di mantenere le distanze da Jung Kyung, incontra Song Ah.

DO YOU LIKE BRAHMS? è uno degli ultimi drama che ho guardato, ed è entrato a prepotenza tra i miei preferiti. Adesso provo a spiegarvi il perché.

Chae Song Ah (Park Eun Bin) è una ragazza molto dolce e dal cuore gentile. Terminata la laurea in economia, invece di buttarsi nel mondo del lavoro, decide di continuare gli studi cambiando completamente indirizzo. Fin da piccola ha sempre amato il violino, per questo inizierà a frequentare le lezioni al conservatorio per seguire il suo grande amore: la musica. Anche se suona il violino da solo una decina di anni, Song Ah lo ha sempre fatto come hobby e non possiede un gran talento naturale. Questo la penalizzerà molto, sia per il test di ammissione in facoltà, che nei corsi. Infatti non servono le continue ore di esercizi, la costanza e la sua grande passione, nelle classifiche dei violinisti si posiziona sempre all'ultimo posto. Questo è motivo di sofferenza per la nostra protagonista, ma non è sufficiente per scoraggiarla. Song Ah ha una grandissima forza di volontà, e il suo amore per il violino è più forte delle continue critiche di colleghi e professori. Neanche la sua famiglia la sostiene nel perseguire questo suo sogno anzi, le rinfacciano continuamente la folle scelta di studiare il violino invece di lavorare. 


Park Joon Young (Kim Min Jae - Dr. Romantic 1 e 2) è un giovane pianista dal grande talento. Conosciuto nel mondo della musica come uno dei pianisti più famosi della Corea, dopo 7 anni di tour mondiali decide di prendersi un anno sabatico e terminare l'università e laurearsi al conservatorio. Joon Young è un ragazzo molto chiuso e introverso, che ha passato tutta la sua vita suonando il pianoforte per pagare i debiti della sua famiglia. Vivendo questa situazione disagiata come un enorme peso sulle spalle, Joon Young ha perso del tutto la sua passione per il pianoforte, vedendo lo strumento e il suo talento più come un grande peso. Ha perso totalmente la gioia nel suonare anzi, fatica a ricordare se mai la musica lo abbia davvero reso in qualche modo felice. 


I due ragazzi si incontreranno quasi per caso e, per una serie di casualità, diventeranno uno il salvagente dell'altro. Inizierà così un'amicizia molto tenera, in cui Song Ah e Joon Young saranno il confidente l'uno dell'altra. La musica e alcune conoscenze in comune saranno inizialmente il motivo dei loro continui incontri, ma qualcosa li continuerà ad attirare l'uno verso l'altra, finché il loro rapporto muterà in qualcosa di più profondo dell'amicizia.


DO YOU LIKE BRAHMS? è un drama non facile da descrivere perché ricco di tantissime emozioni. Già la presenza della musica classica aiuta a creare un'atmosfera magica e suggestiva, ma la storia e gli attori sono un mix vincente. Prima di iniziare la visione avevo paura che fosse una serie troppo triste e con un ritmo lento, ma già dalla prima puntata mi sono innamorata di questi due ragazzi di una dolcezza infinita, e mi sono fatta trasportare dalle loro storie tristi. Kim Min Jae è fenomenale nel vestire i panni di questo pianista tormentato, incapace di aprirsi al mondo e comunicare a parole con chi gli sta intorno. Infatti sarà la sua musica il più della volte a parlare per lui. Anche Park Eun Bin è molto brava a interpretare questa dolce ragazza dal cuore grande, ma che non si fa mettere i piedi in testa da nessuno. Insieme daranno vita a questa coppia che sprigiona dolcezza a ogni episodio, due ragazzi timidi e titubanti che lotteranno contro il mondo, ma soprattutto contro se stessi. I loro demoni interiori e le loro insicurezza saranno il combustibile che alimenterà continui malintesi, creando quell'atmosfera malinconica che ci accompagnerà quasi per tutta la visione. Ma è una malinconia buona, quella che ti fa desiderare che la serie non termini mai, perché sai già che sarà difficile farne a meno.


Ci saranno anche molti personaggi secondari che ruoteranno intorno a loro, e tutti svolgeranno un compito preciso nel destabilizzare, e a volte confortare, i due protagonisti. Amici, parenti, colleghi e professori. Tutto il cast è stato scelto con cura per interpretare queste figure che giocheranno dei ruoli chiave nelle loro vite. Un'amicizia che termina a causa di un segreto, una collega invidiosa per un raggiungimento di un risultato, un professore frustrato che riversa il suo astio sugli alunni. Per fortuna ci saranno anche figure positive. Il personaggio che maggiormente ho odiato è stato senza dubbio quello della protagonista femminile secondaria, una donna acida, lunatica e perfida fino al midollo. Spesso pensavo che ci sarebbe stato un qualche cambiamento, una qualsiasi crescita, ma non facevo in tempo a sperarci che lei se ne usciva con qualche cattiveria delle sue. Comunque tutta la rosa degli attori è stata una scelta vincente. Resta il fatto che i due protagonisti sono riusciti a esprimere e far arrivare allo spettatore emozioni forti e decise. Kim Min Jae brilla di una luce propria qualsiasi ruolo ricopra. E quando sorride poi è la fine, spacca letteralmente lo schermo e i cuori di chi lo guarda. 💗


Anche se questa mia recensione è completamente entusiasta, non posso evitare di ammettere che il drama non è perfetto. Ci sono alcune cose che sicuramente si potevano fare meglio, ma sono dell'idea che il suo fine ultimo era quello di emozionare e scuotere lo spettatore. Direi che ci sono riusciti in pieno! La narrazione non è di quelle fluide e veloci, a volte le storie dei personaggi secondari rallentavano un pochino il ritmo, ma non è stato mai noioso. Oserei dire calmo e leggero.

Consiglio DO YOU LIKE BRAHMS? a chi cerca una storia che sappia emozionare. 

Voto 9



ARTHDAL CHRONICLES
Genere: Romance, Fantasy, Politico
Regista: Kim Won Suk
Sceneggiatore: Kim Young Hyun, Park Sang Yeon
Anno: 2019
Episodi: 18 (divisi in 3 parti da 6 episodi)
Durata: 1 ora e 20 minuti circa
Cast: Song Joong Ki, Kim Ji Won, Jang Dong Gun, Kim Ok Bin, Kim Eui Sung, Lee Do Kyung, Jo Sung Ha
Netflix: https://www.netflix.com/title/81028895







Trama:
In una mitica terra chiamata Arth, gli abitanti dell'antica città di Arthdal e delle regioni circostanti lottano per il potere mentre costituiscono una nuova società.

ARTHDAL CHRONICLES è la prima stagione di una serie Fantasy sviluppata veramente molto bene. 

Nella terra di Arth vivono i Saram, un popolo di persone comuni, diviso in tribù, che fanno capo a Arthdal, capitale politica, spirituale e commerciale. Nemici mortali dei Saram sono i Neanthal, un popolo di creature dal sangue blu, con una forza sorprendente e un legame magico e spirituale con la natura. Tutto inizia con una guerra sanguinaria che vede la fine del popolo dei Neanthal. Una volta che i Saram hanno sconfitto quelli che hanno sempre definito come mostri, non gli resta altro che farsi la guerra tra loro, nel disperato desiderio di acquisire potere. 


La trama è abbastanza semplice. Quello che rende questa serie davvero spettacolare è il cast. Ta Gon (Jang Dong Gun) è il figlio del capo politico della città di Arthdal e quindi di tutta la popolazione dei Saram. Grande stratega militare, consegue continue vittorie nel portare a termine lo sterminio dei Neanthal e dei Igeuteu (mezzosangue nati da una relazione tra Saram e Neanthal e considerati creature portatrici di sventure e catastrofi). Tutto il suo duro lavoro però non è mai abbastanza per ricevere l'approvazione del padre, che per qualche motivo prova un grande astio nei suoi confronti. 
Tae Al Ha (Kim Ok Bin) compagna storica di Ta Gon, è una donna molto astuta e potente, cercherà in tutti i modi di scalare la catena sociale grazie alle sue continue macchinazioni. I due insieme faranno il bello e il cattivo tempo, cercando di spodestare i capi politici e spirituali di Arthdal, soggiogare le tribù minori e governare il mondo. 


Tan Ya (Kim Ji Won) è la figlia della guida spirituale di una piccola tribù, destinata a diventare la futura sciamana. Cresciuta insieme a Eun Seom (Song Joong Ki), un Igeuteu dal sangue viola, conduce una vita pacifica e tranquilla agli estremi del regno di  Arthdal. La loro vita verrà stravolta quando i Saram decidono di conquistare le tribù minori, per rendere tutti schiavi e usarli come forza lavoro per accrescere il potere della capitale.


Della storia non parlerò oltre ma vorrei spendere due parole sugli attori. 
Jang Dong Gun è spettacolare. È il primo drama che vedo con lui però mi ha davvero conquistato. Il suo personaggio è forte e determinato e la sua recitazione è magnetica, tanto che diventa il protagonista indiscusso della serie. Kim Ok Bin, altra attrice che non avevo mai visto, dà vita a questa donna spietata e senza cuore. A parte loro tutti gli attori sono fenomenali e riescono a tenere in piedi questa serie che non brilla per colpi di scena o per una narrazione fluida e brillante. In effetti la visione risulta un po' lenta, ma stranamente mai noiosa. Ogni puntata si guarda con estremo piacere grazie proprio al lavoro sublime degli attori, che con il loro magnetismo riescono a mettere in ombra i difetti di sceneggiatura.


Quello che però mi ha davvero lasciata senza parole è Song Joong Ki (Descendants of the Sun). Interpretando due personaggi totalmente differenti, riesce a catturare lo spettatore. Eun Seom è un ragazzo dai solidi principi, cresciuto con un forte senso morale e con la convinzione che tutte le persone devono essere uguali. Anche se lui dovrebbe essere il personaggio principale, in realtà risulta abbastanza insignificante. Completamente diverso è Saya, l'Igeuteu allevato da Ta Gon e Tan Ya. Lui è spettacolare! Saya è spietato, crudele e calcolatore, un personaggio che a volte risulta quasi folle nelle sue convinzioni. Cresciuto completamente isolato dal mondo, mostra tutto il suo distacco emotivo e il suo squilibrio emozionale puntata dopo puntata. Con lui Song Joong Ki fa un lavoro magnifico. 

Devo avvisarvi che questa prima stagione finisce in modo molto "broccolo", nel senso che la storia resta appesa. È prevista una seconda stagione ma, causa Covid, al momento non abbiamo notizie precise. Spero davvero che arriverà presto perché, sinceramente, senza una seconda stagione la prima ha davvero poco senso. Il mio voto infatti non è altissimo proprio a causa di questo finale-non-finale.

Consiglio ARTHDAL CHRONICLES a chi ama le serie Fantasy ricche di intrighi politici. Consiglio però la visione consapevoli che forse non ci sarà la tanto attesa seconda stagione.

Voto 7 ½

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