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sabato 18 maggio 2019

[Recensione] THE SILENCE - il film su Netflix basato sull'omonimo Bestseller di Tim Lebbon.


Vi piacciono i film horror?
Non parlo di quelli paurosissimi e splatter che dopo poche scene mi fanno mettere in pausa e chiamare mamma per essere rassicurata. Parlo di quelli più incentrati su azione e sopravvivenza.
In questo caso THE SILENCE potrebbe fare per voi.

È un film horror dispinibile su Netflix dal 10 Aprile 2019, diretto da John R. Leonetti e basato sull'omonimo  Bestseller di Tim Lebbon.
Il nostro cinefilo impertinente non si è fatto sfuggire l'occasione di guardarlo per parlarcene. 



Genere: Horror
Regia: John R. Leonetti
Soggetto: Tim Lebbon
Musiche: Tomandandy
Sceneggiatura: Carey Van Dyke, Shane Van Dyke
Produttore: Hartley Gorenstein, Robert Kulzer, Scott Lambert, Alexandra Milchan
Casa di produzione: Constantin Film, EMJAG Productions
Anno: 2019
Paese: USA, Germania
Attori: Kiernan Shipka, Stanley Tucci, Miranda Otto, John Corbett,
Distribuzione: Netflix


Sinossi: Il mondo è attaccato da terribili creature che scovano le prede umane grazie ai suoni che emettono. La sedicenne Ally Andrews, che ha perso l'udito a 13 anni, e la sua famiglia cercano rifugio in un luogo isolato, ma si imbattono in un'inquietante setta che vuole sfruttare i sensi potenziati di Ally.



Bentrovati a tutti.
Oggi vorrei parlarvi di questo film che, a mio parere, se avete Netflix è un buon investimento di tempo.
Diversamente da come faccio di solito, vorrei iniziare parlandovi del cast perché onestamente è quello che mi ha convinto a premere play.


Generalmente diffido un po’ dei film il cui banner consiste in un primo piano degli attori principali, mi ha sempre dato l’impressione della trappola per allocchi della serie “ti faccio vedere due attoroni così ti incuriosisco e poi ti frego con un film più brutto della febbre ad agosto”. Però non posso nascondervi il fatto che i due attori sul banner di questo film erano tali per cui ho deciso di correre il rischio: sto parlando di Kiernan Brennan Shipka e di Stanley Tucci.
La prima è la protagonista della serie Netflix “Le terrificanti avventure di Sabrina” (una serie che tra l’altro vi consiglio) in cui secondo me fa un lavoro eccezionale, inoltre rimane uno dei personaggi secondari più belli nella serie tv "Mad Man" dove, anche se giovanissima, riesce sicuramente a farsi notare.
Stanley Tucci, invece, credo proprio non abbia bisogno di presentazioni avendo una carriera da attore, regista e doppiatore più lunga dei giorni senza internet.
Nel film sono ovviamente padre e figlia e assieme a Miranda Otto, anche lei bravissima e già vista di recente ne "Le terrificanti avventure di Sabrina", compongono il cast di questo film. 


Ovviamente ci sono diversi altri co-protagonisti ma, come spesso capita in questi casi, tolti un paio di nomi famosi e strapagati, gli attori rimanenti sono solitamente semi sconosciuti all’industria cinematografica statunitense e di conseguenza anche a noi. 
Questo cast disomogeneo, nonostante l’evidente differenze di esperienza, è comunque riuscito a interpretare in modo sublime una normale famiglia americana che di punto in bianco si trova catapultata in un inferno di morte e paura, quando dei mostriciattoli volanti iniziano a piombare sulla gente per mangiarsela. 

È inutile dire quanto sia trash tutto questo, i film in cui per qualunque motivo dal nulla saltano fuori mostri mangia persone si sprecano, quindi vi starete chiedendo: che ha questo di diverso se ora ce ne parli? 
Assolutamente nulla, è pessimo esattamente come tutti gli altri, ma non è stupido. Di solito in questo genere di film la sfida non è sopravvivere ai mostri, ma sopravvivere alla stupidità. Spesso la cosa che mi fa mettere in pausa il film e dire «ma davvero?!» sono le pessime scelte di sceneggiatura che portano i nostri protagonisti a: toccare a mani nude robe che io non sfiorerei nemmeno con un bastone molto lungo, cercare di “far ragionare” mostri che non parlano, auto convincersi di essere in qualche modo immuni a malattie, infestazioni, morbi e cose così, insomma, tutta quella rassegna di stupidità umana che immancabilmente ci ritroviamo a guardare ogni volta che premiamo play su film del genere. 
Beh, questo è diverso, qui i personaggi cercano di districarsi da situazioni mortali in modo furbo e intelligente. Diciamo che non ti viene mai voglia di dire «beh, te lo sei meritato di morirci da stupido».


La trama, sebbene lineare, riserva un paio di spunti molto interessanti, ad esempio l’utilizzo di internet come mezzo d’informazione sullo sviluppo degli eventi, che sebbene sia ormai scontato nella vita reale, è abbastanza nuovo come concetto nei film. Fino a ora nella maggior parte dei casi i protagonisti non fanno altro che guardare il telegiornale a bocca aperta fino a che non si interrompono le comunicazioni, per poi rimanere all’oscuro di tutto senza che a nessuno venga in mente di usare il cellulare per andare in internet a controllare. 
Insomma, in un genere di film in cui la stupidità la fa da padrona, THE SILENCE è una perla. Un piccolo gioiello che credo valga la pena di vedere.

A già, nel caso in cui crediate di avere lo stomaco troppo debole per guardarlo non temete, non dico che sia proprio adatto a grandi e piccini come l’albero azzurro, ma l’assenza di scene splatter lo rende sicuramente un film adatto a qualsiasi stomaco, anche ai più delicati. 
Per tirare le somme: non è sicuramente un capolavoro, ma se cercate qualcosa da guardare per impegnare una serata allora potrebbe fare al caso vostro. 
Vero, potreste anche uscire a cena con qualcuno, ma se come me vi nutrite principalmente di integratori vi rimane comunque molto tempo per gustarvi un buon film. 

Voto: 2.5 
Il vostro amichevole GM di quartiere.

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