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sabato 25 maggio 2019

[Recensione] GODZILLA. Opinioni + ricetta culinaria


Con l'avvicinarsi dell'uscita di Godzilla II – King of the Monsters, nelle sale italiane dal 30 Maggio, oggi il nostro cinefilo impertinente ci parla del prequel: GODZILLA!
Diretto da  Gareth Edwards è il reboot della serie cinematografica con protagonista il più celebre fra i colossi del cinema giapponese.

Non lasciatevi sfuggire la ricetta del buonissimo risotto alla castellana, un'aggiunta facile facile da gustare con il film!!! ^_^ 



Genere: Avventura - Azione
Regia: Gareth Edwards
Soggetto: David Callaham
Sceneggiatura: Max Borenstein
Fotografia: Seamus McGarvey
Montaggio: Bob Ducsay
Musiche: Alexandre Desplat
Effetti speciali: Dan Cervin, Kelly Coe, James Kozier, Kyle T. Moore, Dan Oliver, Corey Tornack, Scott R. Treliving, Dan Youngs
Attori: Aaron Taylor-Johnson, Bryan Cranston, Elizabeth Olsen, Ken Watanabe, Juliette Binoche, David Strathairn, Victor Rasuk, Sally Hawkins, C.J. Adams, Richard T. Jones, Brian Markinson, Al Sapienza, Patrick Sabongui, Christian Tessier
Paese: USA - Giappone 
Anno: 2014
Distribuzione: Warner Bros.


Sinossi: A Tokyo, l'ennesima scossa sismica provoca un grave incidente all'interno di una centrale nucleare durante il quale perde la vita la moglie di Joe Brody, un esperto supervisore americano. Gli studi sul misterioso caso si protraggono per tanti anni, fino a quando il professore riesce a far luce sulla natura di quelle misteriose scosse.




Era il 2014 quando dalla mente del regista Gareth Edwards nasceva l’ennesimo remake di Godzilla.
Sono convintissimo che tutti voi abbiate almeno sentito parlare se non addirittura visto qualche versione di questo film, magari non per intero, ma sicuramente sapete chi è Godzilla: il gigantesco mostro marino che ogni tanto decide di risorgere dalle profondità dell’oceano per distruggere Tokyo. 


Su questo “personaggio” si sono sprecate le più brutte sceneggiature e i migliori effetti speciali che la tecnologia poteva produrre di volta in volta nel corso degli anni, dal 1954 a oggi. E si, non ho sparato una data a caso, il primo film di Godzilla (all’epoca Gojira) risale proprio a quell’anno e, dopo più di mezzo secolo , eccoci a parlare ancora di lui. 

La scelta del momento in cui scrivere questa recensione è stata dettata da due motivi: il primo è che da qualche settimana a questa parte Godzilla è disponibile su Netflix; il secondo è che fra pochi giorni uscirà l’attesissimo (o almeno ce lo spacciano per tale) Godzilla II - King of the Monster.


Oddio ma che figata!!!
Cosa c’è di meglio per iniziare l’estate di un “bel film” in cui mostri giganti si menano fra di loro in un tripudio di effetti speciali e botte da orbi? Probabilmente qualunque altra cosa, ma noi ci faremo andar bene questa.

E come preparaci al massimo per questa chicca se non guardando (o nel mio caso ri-guardando) il primo film della serie?
Insomma gente, oggi vi spiegherò perché vedere Godzilla NON È proprio del tutto tempo perso.

Iniziamo con il parlare del fatto che la trama è come al solito il punto debole del film. A che serve perdere tempo a cercare di scrivere una storia avvincente quando tutto si riduce a schiaffi in faccia fra mostri in mezzo ai palazzi? 
Godzilla in questo è un po’ come un porno: non te lo vai a vedere per la trama, però in questo film gli sceneggiatori ci hanno provato lo stesso. Del resto essere lo sceneggiatore che viene assunto per scrivere la trama di Godzilla, dal punto di vista dell’autostima professionale, deve essere allo stesso livello di chi viene assunto per fare la guardia del corpo di Jason Statham (quello ammazzerebbe comunque di botte chiunque gli si avvicinasse con intenzioni ostili, la guardia del corpo a che gli serve?)


Ma proprio come un bravo soldatino, anche questa volta lo sceneggiatore si è seduto al banco e ha iniziato a scrivere. Ora, nella mia mente preferisco immaginare che il risultato sia stato quello di una storia magnifica ma che, in fase di produzione, chi sganciava la grana abbia detto «bene ragazzo, hai fatto un ottimo lavoro, ma ora cestina tutto e scrivi qualcosa di noioso. Così diamo più risalto alle botte». Perché l’alternativa è che lo sceneggiatore abbia scritto volutamente una trama piatta e banale. Si perché in realtà il film è parecchio noioso: non succede quasi nulla per un’ora e mezza, poi nell’ultima mezz’ora si concentra tutto e il film diventa interessante. 

Per farvi capire di cosa sto parlando vi dico questo: la trama è talmente ben articolata e fluida, che se dopo aver premuto play mandate avanti veloce a tratti e in momenti del tutto casuali riuscite tranquillamente a seguire il film senza perderci nulla, anche perché non c’è veramente nulla da perdere se non dialoghi vuoti, scene confusionarie e tutta una serie di scelte fatte dai personaggi che variano fra il discutibile e il senza senso. Potete letteralmente riassumere due ore di film in poco più di una premendo pulsanti a caso del telecomando. 


Diciamo che il film è in linea con un pubblico di affezionati del genere a cui sicuramente interessa di più vedere le botte. Ci sarà un motivo se il protagonista si esprime solo a ruggiti ma ha le mani enormi. E no, non sto parlando di Aaron Taylor-Johnson, ma di Godzilla.

Su questo però bisogna ammettere che il regista ha fatto un buon lavoro: le scene di combattimento sono nitide, ben curate e pompate a manetta con la computer grafica. Ne risulta un piacevole effetto wrestling che mi ha portato indietro nel tempo di almeno 15 anni, quando passavo i pomeriggi attaccato alla Playstation a giocare a SmackDown con gli amici.


Insomma, se volete vedere un bel film con i mostri giganti allora guardatevi l’ultima ora di Godzilla e, dato che sono un recensore molto serio, vi dirò io cosa fare durante la prima ora: 

prendete gr.20 di porcini secchi e metteteli a mollo in acqua tiepida;
prendete gr.70 di riso e li fate tostare a fuoco vivace in un pentolino dai bordi alti assieme a un cucchiaio di olio d’oliva per 5 minuti mescolando sempre;
aggiungete brodo caldo (o acqua salata se volete stare leggeri) in misura pari a esattamente il doppio del riso;
mescolate bene per staccare il riso dal fondo, alzate il bollore e poi abbassate la fiamma lasciandolo sobbollire dolcemente;
aggiungete i funghi scolati e circa gr.30 di prosciutto cotto tagliato a cubetti;
mescolate ancora un po’ e poi lasciatelo andare fino a che l’acqua non si sarà ritirata mescolando di tanto in tanto. 
A quel punto il riso è pronto!
Aggiungete una noce di burro per amalgamare, impiattate e siete pronti a mangiare un buon risotto mentre il film inizia a farsi interessante. 
Ovviamente tutte le dosi sono a persona. 

Voto: 2
Il vostro amichevole GM di quartiere.

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