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sabato 21 marzo 2020

[Recensione] BETTER CALL SAUL - Serie tv prequel di Breaking Bad


Il nostro cinefilo impertinente ci parla di BETTER CALL SAUL, la serie tv spin-off e prequel di Breaking Bad, ideata sempre da Vince Gilligan ed incentrata sulla vita di Jimmy McGill, successivamente noto come Saul Goodman, disponibile su Netflix.

Genere: Drammatico, Commedia, Thriller
Ideatore: Vince Gilligan, Peter Gould
Produttore esecutivo: Vince Gilligan, Peter Gould, Mark Johnson, Melissa Bernstein, Thomas Schnauz, Gennifer Hutchison
Casa di produzione: Sony Pictures Television
Musiche: Dave Porter
Attori: Bob Odenkirk, Jonathan Banks, Rhea Seehorn, Patrick Fabian, Michael Mando, Michael McKean, Giancarlo Esposito, Tony Dalton
Anno: 2015 in corso
Paese: USA
Distribuzione in italiano: Netflix




Sinossi: dopo i fatti narrati in Breaking Bad Saul Goodman lavora, sotto falsa identità, come commesso pasticcere in un negozio.
Continuamente spaventato dall’idea di essere scoperto, passa le sue serate rinchiuso in casa a rievocare i ricordi del suo passato.




Ormai bloccato in una vita in incognito, a Jimmy non rimane altro da fare che lavorare a testa bassa, cercare di stare lontano dai guai e continuare a rivangare i ricordi della sua vita passata, e di come sia diventato Saul Goodman.


Il prodotto rasenta il capolavoro, approfondendo molti argomenti accennati nella serie principale, svelandoci i fatti che hanno portato a molte scelte fatte dai protagonisti in Breaking Bad. La trama manco a dirlo è perfetta, studiata in ogni minimo dettaglio, porta avanti la storia contemporanea di Saul utilizzando pochi flashforward che ci mostrano la sua vita completamente grigia e triste, idea resa benissimo anche dalle scelte cromatiche, in rapporto al suo passato luminoso e a colori, in cui racconta la sua ascesa verso il successo.


Ovviamente gli attori ingaggiati sono gli stessi della serie principale, e sono ancora incredibili. Trattandosi di un prequel girato però diversi anni dopo la BB, dobbiamo ovviamente abituarci all’idea di trovare i protagonisti decisamente invecchiati, soprattutto Jonathan Banks, con il quale il tempo non sembra essere stato particolarmente clemente ma, anche se il suo aspetto è peggiorato, non lo è certamente la sua capacità recitativa. In tutta onestà credo che l’unica attrice ad essere poco convincente sia Rhea Seehorn, a tratti brillante, ma spesso decisamente poco espressiva. Non so però se sia lei ad essere così, o il personaggio che interpreta.


Per tirare le somme: una trama eccezionale, attori fantastici e un’ambientazione che mi affascina dal primo episodio di BB, rendono Better Call Saul una serie assolutamente da vedere.

Considerazione spiccia: mi rendo conto che cinque stagioni sono tante per un prequel, e che inizialmente gli episodi possano sembrare un po’ lenti, ma credetemi quando vi dico che non ve ne pentirete.

Voto: 4
L’amichevole GM di quartiere.

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