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venerdì 17 gennaio 2020

[Recensione] LA TEORIA DEL TUTTO - film sulla vita di Stephen Hawking con Eddie Redmayne


Oggi il nostro cinefilo impertinente ci parla di LA TEORIA DEL TUTTO, il film sulla vita di Stephen Hawking, tratto dal libro "Verso l’Infinito", con Eddie Redmayne e disponibile su Netflix.


Genere: Drammatico, Biografico, Sentimentale
Regia: James Marsh
Soggetto: Jane Wilde Hawking (biografia)
Sceneggiatura: Anthony McCarten
Produttore: Tim Bevan, Eric Fellner, Lisa Bruce, Anthony McCarten
Casa di produzione: Working Title Films
Distribuzione in italiano: Universal Pictures
Fotografia: Benoît Delhomme
Montaggio: Jinx Godfrey
Musiche: Jóhann Jóhannsson
Scenografia: John Paul Kelly
Costumi: Steven Noble
Trucco: Jan Sewell
Attori: Eddie Redmayne, Felicity Jones, Maxine Peake, Charlie Cox, Emily Watson, Guy Oliver-Watts, David Thewlis, Harry Lloyd, Simon McBurney, Abigail Crutenden, Charlotte Hope, Lucy Chappell, Christian McKay, Enzo Cilenti, Alice Orr-Ewing, Georg Nikoloff, Thomas Morrison, Michael Marcus, Gruffudd Glyn, Simon Chandler, Tom Prior
Anno: 2014
Paese: Regno Unito
Streaming: Netflix


Sinossi: il giovane e geniale Stephen Hawking è uno studente brillante dell’università di Cambridge, impegnato nella ricerca di una teoria unificante che spieghi la nascita dell’universo. 




Nel 1963 un giovane Stephen Hawking è intento nella sua vita universitaria a Cambridge. Qui, durante gli studi, conoscerà sua moglie Jane Wilde e inizierà a fare i conti con la malattia che ne segnerà tutta la vita. Negli anni a venire lo vedremo sviluppare la teoria che l’ha reso famoso, mentre inizia una vita matrimoniale tutt’altro che facile per via degli impedimenti che l’infermità gli procura. 


La trama è ovviamente scontata trattandosi di un biopic basato sulla vita del famoso fisico, quello però che colpisce è il fatto che sia messo sul grande schermo in un modo decisamente molto ben fatto. Le scelte di regia, che traspongono diversi momenti importanti della storia familiare e professionale, ci rendono partecipi di aspetti molto privati del protagonista, dalla difficoltà affrontata nell’accettare e convivere con la malattia, fino ai conseguimenti personali e lavorativi ottenuti.


La cosa che salta più all’occhio è l’incredibile capacità attoriale di Eddie Redmayne. L’interpretazione che fa del protagonista è meravigliosa, in grado di trasmettere tutto il bagaglio emozionale che il suo personaggio deve aver provato, praticamente senza parlare o muoversi. Un lavoro eccezionale che gli è valso un oscar. Ovviamente anche se lo straordinario lavoro del protagonista ha inevitabilmente messo in ombra quello degli altri attori, sono più che felice di ammettere che anche le interpretazioni di Felicity Jones e Charlie Cox sono state fenomenali. Insomma, un cast di un certo livello che porta a casa un risultato unico.


Sarebbe molto interessante spendere due parole anche sui costumi. Il film attraversa, infatti, diversi periodi storici che a mio avviso sono stati ricostruiti in modo più che convincente, nonostante non fosse sicuramente il punto centrale del film. Diciamo che tutto sommato un buon prodotto come questo si valuta anche dalla cura nei dettagli, poco importanti, che in questo caso però risulta davvero convincente.


Per tirare le somme: una trama basata su un personaggio interessante e degli attori notevoli creano un prodotto molto ben fatto.


Considerazione spiccia: il film non è ovviamente il classico intrattenimento da serata con gli amici, non c’è nulla che lo renda emozionante, se non aver la possibilità di conoscere un po’ meglio una delle menti più brillanti della storia recente. Onestamente uno di quei film che tutti dovremmo vedere, anche solo per renderci conto che non esistono limitazioni fisiche alla capacità di immaginare. Perché come disse Stephen Hawking durante un incontro con il pubblico “finché c’è vita, c’è speranza”.

Voto: 4
L’amichevole GM di quartiere.

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