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giovedì 30 gennaio 2020

[Recensione] COME ARGENTO SULLA PELLE - Beatrice Rivanera


Buongiorno Impertinenti, 

oggi la nostra Aliena ci parla di COME ARGENTO SULLA PELLE di Beatrice Rivanera, romance storico ambientato nell'Antica Roma, in uscita oggi per la casa editrice Cignonero.


Genere: Romance Storico
Casa editrice: Cignonero
Data di Uscita: 30 Gennaio 2020
Prezzo: € 12.66 - € 4.99

Sinossi: Roma, 25 a.C.
Dopo aver trionfato nella battaglia di Azio, Adriano Fabio Cesio, viene richiamato a Roma, dove una triste notizia lo attende: sua moglie Marzia è morta dando alla luce una figlia femmina.
Adriano è giovane, e ha di fronte a sé una carriera militare e politica che lo porterà molto in alto. Per questo suo padre, il senatore Avieno, preme affinché si risposi con una donna in grado di dargli eredi maschi, e, dopo una lunga ricerca, trova per lui la moglie perfetta.
Cornelia Galeria ha diciotto anni, un’intelligenza acuminata e una personalità fuori dal comune. Sa che è stata promessa in sposa ad Adriano Fabio Cesio, ed è curiosa di sapere cosa le riserverà la vita con quell’uomo. Ma niente è come aveva immaginato.
Nonostante l’evidente attrazione che prova per lei, Adriano non fa altro che rifiutarla. La crede troppo giovane per lui. Inoltre, quella ragazza è in grado di tenergli testa e di ribattere a ogni sua obiezione, e non vuole starle accanto.
Cornelia sa che c’è qualcosa che suo marito non le dice, qualcosa di buio e doloroso, nascosto nel profondo della sua anima. Qualcosa che Adriano non ha il coraggio di ammettere neanche con sé stesso.
Quello che Cornelia non sa, è che ci sono forze malvagie che tramano nell’ombra per separarli e l’unico modo per renderle innocue, è l’amore.
Quell’amore che Adriano finge di non provare.
Una storia di passione e di guerra sullo sfondo degli antichi fasti romani. Un romanzo emozionante come un viaggio nel tempo.


Ci sono romanzi dai quali devi farti prendere per mano e seguirli ovunque ti porteranno, e questa storia è così: un crossover tra storia, sentimenti e intrighi.

Tre bacchette per la protagonista. Cornelia è giovane quando la incontriamo, diciotto anni, anche se nella sua epoca non lo è affatto specie per quanto riguarda il matrimonio. L’autrice le ha dato dei vantaggi inusuali: un’istruzione da parte di un precettore e un padre che non aveva mire politiche per lei, ma aveva a cuore il suo solo benessere. Non so se è per via di tutte queste cose concentrate in poche pagine, o per il fatto che l’autrice ha effettivamente dato molto più spazio alla figura di Adriano, ma tutto il fuoco promesso nella sinossi non l’ho avvertito. Cornelia rimane sempre un passo indietro, e all’inizio ci sta anche che sia ingenua e remissiva, però poi un po’ di brio… su!

Quattro bacchette per il protagonista. Un po’ tirate però. Adriano lo incontriamo molto prima di Cornelia, all’inizio infatti ho pensato che in realtà il romanzo fosse tutto incentrato su di lui e che Cornelia fosse più un personaggio di contorno che altro. L’ho trovato abbastanza ben caratterizzato in tutti i fronti eccetto in quello sentimentale. È convincente come guerriero, Legato, figlio e anche come amico, un po’ più nebuloso come padre e come politico e molto fuori fuoco come innamorato.

Due bacchette per il romanticismo. Un’ampia parte di romanzo se la prendono sia l’ambientazione che la ricostruzione di alcune importanti battaglie, poi c’è tutto l’impianto degli intrighi di corte e famigliari, le scene d’amore sono abbastanza penalizzate anche se indiscutibilmente belle ed emozionanti, ma sono veramente poche. Troppo poche per un romance, oserei dire.

Quattro bacchette per l’ambientazione. La Roma imperiale di Ottaviano Augusto è davvero molto ben resa con tutte le sue contraddizioni, i fasti delle ville patrizie ma anche le miserie della Suburra. Le raffinatezze delle feste, la lussuria sfrenata, la lealtà all’imperatore ma anche il degrado morale e fisico, il tradimento, e la violenza dei sobborghi.

Cinque bacchette per lo stile e la struttura. Il romanzo è scritto in terza persona al passato con i punti di vista alternati dei due protagonisti, con qualche incursione di personaggi secondari che contribuiscono a dare alle lettrici una visione globale della storia e dei suoi attori. Uno degli elementi strutturali che ho molto apprezzato del romanzo è il sottile filo di superstizione che lega le varie parti quella storica con quella sentimentale e quest’ultima con l’intrigo che si dipana per tutto il romanzo. Beatrice Rivanera ha un modo di narrare lineare ma anche ricercato e ricco di fascino: il suo stile è certamente, a mio avviso, il vero punto forte del romanzo.

Attenzione, l’Impertinente non si smentisce mai!
Ora io non è che voglio a tutti i costi far dei conti… in realtà non lo voglio affatto!... ma se ci si lamenta che 25 giorni sono troppi per fare 3.600 km a cavallo, qualcosa non va e qualcuno ha sbagliato a fare i conti.

A chi può piacere questo romanzo?
Piacerà a chi ama i romanzi storici di ambientazione romana.
Piacerà a chi oltre alla storia d’amore vuole anche un po’ di brivido o di intrigo.

Chiudo dicendovi che senza ombra di dubbio sia l’Autrice che la Casa Editrice meritano di essere seguite nelle loro prossime pubblicazioni, la prima per il suo stile davvero molto affascinante, la seconda per la cura di tutti i particolari delle pubblicazioni a cominciare da un catalogo selezionato ma di grande impatto.

Vi lascio il sito della Cigno Nero dove potete trovare altre informazioni: http://www.cignonero.it/
Bye Bye alla prossima


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