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sabato 13 aprile 2019

[Recensione] LUCIFER - la serie TV con Tom Ellis

Buon sabato amici e bentrovati a un nuovo appuntamento dedicato al cinema e alle serie TV. 
Il nostro cinefilo impertinente oggi ci parlerà di LUCIFER, serie TV creata da Tom Kapinos.

È la trasposizione televisiva del fumetto omonimo, pubblicato dalla casa Vertigo e scritto da Mike Carey, con protagonista il personaggio di Lucifer, comprimario nel fumetto Sandman di Neil Gaiman.


Genere: Commedia - Azione - Fantasy
Ideatore: Tom Kapinos
Soggetto: Mike Carey (fumetto)
Neil Gaiman (personaggio)
Scenografia: Scott Chambliss
Costumi: Mairi Chisholm
Trucco: Tanya Cookingham
Effetti Speciali: Ryan Meinardus
Anno: 2016
Attori: Tom Ellis, Lauren German, Lesley-Ann Brandt, Kevin Alejandro, Aimee Garcia, D. B. Woodside, Rachael Harris, Tricia Helfer
Paese: USA
Distribuzione: Premium Action (st. 1-3)
Netflix (st. 4)


Sinossi: Nel 2011 il diavolo, annoiato dal suo ruolo di signore degli Inferi, abbandona il suo regno insieme all'alleata Mazikeen e si trasferisce a Los Angeles decidendo di mettere su un night club di nome "Lux" che in breve diviene molto alla moda.
Circa cinque anni dopo, una serie di circostanze portano Lucifer a conoscere l'affascinante detective Chloe Decker: sebbene suo fratello, l'angelo Amenadiel, lo esorti caldamente a tornare al suo posto mentre Mazikeen gli fa notare come in lui stiano nascendo sentimenti umani, Lucifer continua a collaborare con Chloe finendo per generare uno strano rapporto di amore-odio reciproco, tanto da dover ricorrere a frequenti visite dalla terapista Linda Martin.


La recensione diabolica!
Bene gente, dopo settimane di onorato servizio è arrivato anche per me il momento di mandare a ramengo la mia promettente carriera di critico cinematografico, si perché ormai non riesco più a mentire: a me Lucifer PIACE!

Insomma, analizziamo bene la cosa: ok, la trama della serie non è proprio il massimo, i personaggi sono un po’ lasciati a loro stessi, le battute non sono così geniali e i dialoghi alternano attimi di mielosità nauseante a momenti di incontro con le peggio storie dell’albero azzurro. Soprattutto quando la protagonista Chloe cerca di fare la madre e parla con la figlia in un modo talmente surreale che sfido io a trovare un solo genitore nel mondo che dica quelle cose ai figli. Sarà che i miei sono sempre stati di poche parole, ma se andavo a scuola a dare della “figlia di sottana” alla maestra sicuramente al mio ritorno a casa non avrei trovato mia madre con il barattolo delle brutte parole in mano che attacca un discorsone su come in certi casi certe parole se dette in un certo modo possono far soffrire le persone, ma solo se… In un caso simile appena aperta la porta di casa, a me sarebbe arrivata incontro una ciabatta.



Si tratta ovviamente dell’ennesima serie crime con i protagonisti (poliziotti) che cercano con ogni metodo di non risolvere nessun caso fino a che dal nulla non appare Lucifer Morningstar che con i suoi poteri divini inizia a far confessare tutti i colpevoli uno dopo l’altro, fino a rendere quello in questione il distretto di polizia con più casi chiusi nella storia di sempre. 
Ma andiamo ad analizzare un po’ il protagonista perché è su di lui che si concentra tutta quanta al serie.

Lucifer Morningstar è il diavolo. E no, non vi sto spoilerando nulla perché lui fin dal primo momento dice a tutti di essere il diavolo, si rivolge a dio come se fosse suo padre -celebre il classico scambio di battute «o mio dio!» «no, mio padre non c’entra niente» - e fa sfoggio del suo incredibile super potere del «dimmi ciò che desideri veramente» insomma, le premesse per rendere divertente una serie drammatica ci sono tutte, ma non ho parlato del suo più grande pregio: è un figo della madonna!!! Ma non semplicemente un belloccio, no no, Lucifer Morningstar (interpretato da Tom Ellis) è proprio il tipo d’uomo che ti fa mettere in discussione la tua eterosessualità, uno di quelli che quando incontra delle ragazze per strada deve mettere giù il cartello “attenzione pavimento bagnato”, insomma, in una scala da uno a Tom Ellis, lui è figo 10. 


Naturale che con tutte queste premesse è logico che la serie ruoti completamente attorno a lui, i coprotagonisti sono caratterizzati pochissimo e anche se appaio sempre a ogni episodio hanno personalità lineari e ruoli marginali. Insomma, a volerla dire tutta se questi personaggi venissero sostituiti di punto in bianco con altri attori, o se sparissero dalla trama, probabilmente non ce ne accorgeremmo nemmeno. A dover di critica però devo fare un paio di menzioni speciali: la prima per Mazikeen interpretata da Lesley Brandt che è molto presente e ben caratterizzata durante la prima stagione, va però via via scomparendo dai radar con il proseguire della seconda e della terza. Un vero peccato perché si tratta di un bel personaggio, ben interpretato e molto piacevole; la seconda va per Ella Lopez interpretata da Aimee Garcia, una scienziata dell’unità forense che aiuta i nostri protagonisti a risolvere i casi, dotata di una personalità molto forte, un carattere solare e probabilmente uno sceneggiatore dedicato, è anche l’unica (a parte il protagonista) ad avere dei dialoghi divertenti e delle scenette comiche molto ben fatte.


Come mai Lucifer pur essendo continuamente circondato da donne bellissime si innamori proprio di Chloe è una cosa che non riesco a capire. Intendiamoci, non è che sia una brutta ragazza anatomicamente parlando, ma probabilmente ha meno sex appeal della ciabatta sopracitata (quella che da piccolo mi tirava dietro mia madre), se poi era una di quelle con la punta aperta e il fiocco non ci sarebbe proprio stata storia. Insomma, Chloe interpretata da Lauren German è come un manichino a cui sono state disegnate due occhiaie con un pennarello indelebile, è espressiva come una teiera che sbuffa, ha sempre quella faccia imbronciata e insoddisfatta di chi scopre troppo tardi che il fidanzato soffre di eiaculazione precoce e nemmeno con in trucco e parrucco del fantabosco riesce a sembrare sexy. In soldoni, cosa ci trovi Lucifer non lo so, io al massimo le troverei 50 centesimi dietro l’orecchio e la rimanderei nell’angolo con gli altri bambini imbronciati.



Ora voi vi starete chiedendo perché ho iniziato dicendo che la serie mi piace e ho continuato parlandone tutt’altro che bene. Me lo chiedo anche io, ma quando inizierete a vederla (se vorrete darmi retta) scoprirete che anche se non è un gioiello, rimane sempre un’ottima serie a tema crime che non vuole prendersi troppo sul serio con tecnicismi scientifici o improbabili deduzioni alla Sherlock, ma è un prodotto divertente adatto a tutti e che riesce a tenerti interessato grazie a una serie di trame secondarie molto carine. Insomma, Lucifer è la serie adatta a chi cerca qualcosa da guardare in pausa pranzo o mentre prepara la cena: divertente, spensierata e mai noiosa.

Voto: 4
Il vostro amichevole GM di quartiere.

Karin aspetta la 4^ stagione...

3 commenti:

  1. Ho sentito parlare in lungo e in largo di questa serie tv, specialmente lo scorso anno dopo il dibattito sul suo rinnovo. Non mi ha mai attirato particolarmente, però dopo aver letto la tua recensione devo ammettere che non sembra niente male.
    Certo, sono fantastiche le serie ben organizzate ed elaborate come Sherlock, ma ogni tanto qualcosa di più leggero ci vuole!

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    1. Secondo me dipende molto dallo stato d'animo con il quale ti metti a guardare una serie tv.
      Se intendi approcciartici in modo serio e impegnato allora Lucifer probabilmente manca di quell'elemento profondo e ponderato che potresti trovare in altre serie più autorevoli, ma se desideri avvicinarti a una serie più leggera e immorale allora Lucifer fa proprio al caso tuo.

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  2. Ciao, ho sentito parlare di questa serie tv però non mi ha mai attirato. Buona settimana

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