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giovedì 11 aprile 2019

[Recensione] IL MEGLIO DI NOI - Francesco Gungui

Buongiorno Impertinenti!
Oggi Alessia vi parla de IL MEGLIO DI NOI di Francesco Gungui, romanzo uscito a fine marzo per la Giunti editore.

Genere: Narrativa
Casa editrice: Giunti
Data di Uscita: Marzo 2019
Prezzo: € 14.90

Sinossi: È davvero possibile imparare a vivere meglio quando la vita sembra avere la meglio su di te? Sara ancora non lo sa. Dopo anni di crisi, lei e Michele hanno deciso di separarsi e devono solo trovare il coraggio di dirlo al figlio, Nicolò, sei anni, una bambino tanto sensibile e creativo, affetto da una forte dermatite che lo spinge a grattarsi a sangue durante la notte. Quando finalmente tutto è deciso, Michele ha un incidente che d'improvviso porta alla luce una triste verità: «Quindi non ci bastano i soldi? Dobbiamo rimandare tutto?» è la domanda allibita di Sara. Vivere da separati in casa diventa l'unica scelta possibile. Ma Sara capisce che deve fare qualcosa, deve trovare una strategia per sopravvivere. La psicologa, le ricerche in rete fino a notte fonda non sembrano portare a niente. Forse è tempo di provare qualcosa di diverso. Ma per orientarsi in questo mondo di manuali self-help, di blog su "come essere felici", teorie motivazionali di esuberanti coach e sedicenti guru, serve una guida. A volte l’aiuto che di cui hai bisogno è proprio dietro l’angolo, il maestro arriva quando il discepolo è pronto. Poche parole prima di iniziare un'avventura che cambierà il futuro di Sara: «Tu sei l'eroina, tuo è il viaggio. È ora di prendere in mano la tua vita». Appassionante e coinvolgente, un romanzo non solo da leggere ma tutto da vivere.




Ho letto pareri differenti su questo romanzo e non sapevo bene cosa avrei trovato. 
Beh, ho finito il libro all'incirca dieci minuti fa e mi è piaciuto. Mi è piaciuto così tanto che non ho smesso di leggerlo da quando l’ho iniziato, cioè stamattina mentre ero dal meccanico.

La situazione che ci viene presentata non è la più tipica, ma non è la prima volta che la sento: Sara e Michele, dopo anni di crisi, decidono di divorziare, ma proprio quando sono pronti a dirlo al figlio Nicolò, un incidente e la crisi economica li costringono a rimanere sotto lo stesso tetto. Separati in casa. Come poter far funzionare questa convivenza forzata?

Il romanzo può avere due livelli di interpretazione.
Il primo è il racconto di Sara. La protagonista ci narra, attraverso il suo punto di vista, come lei e il marito siano arrivati a questo punto e di come non riesca a trovare una via d'uscita e risolvere le cose per il figlio. 
Per lavoro Sara si avvicina ai manuali di self-help, se ne appassiona frequentando corsi e ascoltando audio libri sull'argomento, e, grazie all'aiuto del suo capo-mentore Achille, riesce a scorgere la luce in fondo al tunnel.

Il secondo livello di interpretazione è da manuale self-help. Sono più di duecento pagine dove è condensata una vita di studi di Gungui. E mentre Sara fa il suo cammino, noi possiamo interrogarci e fare il nostro percorso, cioè il viaggio dell'eroe. Perché noi tutti siamo degli eroi o delle eroine nella nostra vita. Abbiamo un viaggio da intraprendere, delle prove da affrontare e superare, un mentore da ascoltare e poi abbandonare. È la struttura della vita, come la struttura di ogni romanzo e ogni mito. Sta a noi decidere se essere spettatori o protagonisti.
È necessario rimettersi in discussione per capire in cosa abbiamo sbagliato e cosa si può modificare. È necessario rimettersi in gioco per cambiare quello che non ci piace.
Ed è esattamente quello che fa Sara, con risultati sorprendenti e sofferti.

Vi consiglio tantissimo la lettura di questo romanzo. Forse non vi cambierà la vita, ma sicuramente potrà cambiare la prospettiva da cui si osservano le cose.

«[…] Questo è un argomento su cui c'è grande confusione: c'è chi ti dice che devi controllare le emozioni, chi ti dice che devi viverle, e poi c'è tutto il problema linguistico per cui se ti auguro una vita emozionante ti sto in teoria dicendo una cosa bella, a patto che le emozioni siano solo positive. Ma lo sai anche tu, se ci pensi un attimo: senza il dolore il viaggio non comincia, senza paura non ti metti a combattere, senza sofferenza rimani nel tuo mondo ordinario e nulla cambia»


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