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venerdì 24 novembre 2017

[Lucca Comics&Games 2017] LICIA TROISI E LE SIGLE DEI CARTONI ANIMATI + INTERVISTA

Amici Impertinenti, 
durante il Lucca Comics&Games di quest'anno la Mondadori ci ha dato la possibilità di incontrare l'amatissima Licia Troisi, da poco in libreria con il secondo capitolo della saga del dominio: Il fuoco di Acrab. Ma noi impertinenti insieme alle nostre amiche de  Il bello di esser letti potevamo davvero limitarci a farle qualche domanda?! Ecco che, rimanendo in tema fiera del fumetto, abbiamo sfidato Licia a suon di sigle dei cartoni animati! 
Come sarà andata? Scopritelo da voi!



ORA, ditemi che non siamo le sole a volere un #duets tra Licia e Cristina!
Veniamo ora all'intervista (quella vera!).
Prima una rinfrescatina sulla saga del dominio:

Le lame di Myra. La saga del Dominio. 1

Sinossi: Dopo l'apocalisse dei Cento Giorni d'Ombra, il Dominio è stato quasi interamente ricoperto di ghiacci e nevi. Solo le terre più a Sud rimangono temperate e rigogliose, mentre a Nord si muovono popoli in costante lotta per la sopravvivenza, spesso in guerra tra loro. La grande federazione di clan agli ordini di Acrab ha però un sogno molto più grande che la conquista di un pezzo di terra. Lui non vuole solo trovarsi uno spazio all'interno del Dominio, ma vuole rovesciarlo, distruggendo il potere dei maghi detti Camminanti. La loro magia, infatti, sfrutta la sofferenza degli Elementali, che i Camminanti hanno ridotto in schiavitù, mentre Acrab immagina un regno dove umani ed Elementali convivano. La strada per arrivarvi, però, passa attraverso la conquista dei numerosi regni che compongono il Dominio, una cruenta battaglia dopo l'altra. In prima fila nell'esercito di Acrab vi è Myra, che il comandante ha salvato dall'arena degli schiavi e cresciuto come una figlia. La sua abilità con i walud, le spade a forma di mezzaluna, ha assicurato all'esercito di Acrab la vittoria in più di un'occasione. Ora, però, Myra ha un'altra e più personale battaglia da combattere. A differenza di quanto ha sempre creduto, ha scoperto infatti che la sua famiglia non è stata uccisa per una disputa sulla terra, ma per un segreto che porta alla morte chiunque ne venga a conoscenza. Myra parte così alla ricerca della verità...



Il fuoco di Acrab. La saga del Dominio. 2

Sinossi: Myra ha creduto al sogno di Acrab, il condottiero che sta abbattendo uno dopo l'altro i regni del Dominio delle Lacrime. Ha creduto alla possibilità di un mondo senza schiavi, senza regnanti crudeli e maghi spietati, dove esseri umani ed elementali potessero vivere liberi e in pace. Per questo è diventata la guerriera più abile dell'esercito ribelle, per questo le sue lame a forma di mezzaluna hanno falciato nemici e sparso sangue, per questo ha rinunciato a tutto quello che non fosse guerra, combattimento e morte. Adesso, però, Myra ha capito che Acrab le ha mentito. Che è stato lui a uccidere suo padre e che l'ha salvata dall'arena e cresciuta come una figlia solo per usare il suo potere di Liberatrice. Dopo aver incontrato l'elementale che protegge la spada sacra di Phylaitek, Myra ha infatti scoperto di essere l'eroina destinata a cambiare il mondo, esattamente quello che Acrab vuole. Aiutata dai suoi nuovi compagni di viaggio, il mago Puro Kyllen e la giovane schiava Marjane, Myra intraprende così un nuovo viaggio attraverso il Dominio delle Lacrime alla ricerca del proprio destino, spazzando via guerrieri e mostri che cercano di sbarrarle la strada. Ma se riuscirà ad arrivare ad Acrab superando le sue difese, sarà in grado di uccidere l'uomo di cui è segretamente innamorata?



Come fai a destreggiarti tra tutti i personaggi che hai inventato? Ti capita mai di confonderti o dimenticare il loro aspetto?
Sì… mi capita tantissime volte di fare confusione sugli aspetti fisici dei miei personaggi, soprattutto quelli che non sono i protagonisti principali. Il problema è che non prendo mai appunti e certe volte devo andare a ricercarmi il colore degli occhi o quello dei capelli. A periodi arrivo perfino a pensare di trovare qualcuno che faccia questo lavoro -divertentissimo…!- di spulciarsi tutti i miei libri e farne delle microschede dei personaggi: colore degli occhi, quello dei capelli, altezza, corporatura…

E come decidi le loro caratteristiche fisiche? 
Mi ispiro tanto agli attori. Per esempio, il tizio sulla copertina di Acrab è un attore - invecchiato - che si chiama Tom Riley e faceva Leonardo Da Vinci nella serie tv Da Vinci’s Demons. Sia l'attore che la serie tv mi hanno ispirato tantissimo nella creazione della Saga del Dominio e di Acrab stesso. 
Proprio per questo, quando mi hanno chiesto delle indicazioni per la creazione della copertina del secondo volume, ho proposto una foto di Tom Riley.
L’illustratore è stato molto bravo a rappresentarlo e a rendere lo sguardo così intenso… E c’è una cosa divertente: se si prova a mettere vicino questa copertina a quella del primo volume in cui è rappresentata Myra... gli sguardi sono puntati l'uno sull'altro. In pratica sembra che si guardino in cagnesco. 

I tuoi personaggi sono complessi, ma lo sono altrettanto i tuoi mondi. Ti capita di confonderti tra un mondo e l'altro? 
A differenza del lavoro che svolgo sui personaggi, sui “mondi” sono molto metodica. Ad esempio, per la Saga del Dominio ho un compendio di circa trecentosessanta pagine in cui ho scritto tutto. Ho analizzato ogni terra, ogni regno, con le rispettive caratteristiche della flora, della fauna, della popolazione, della religione e della lingua. Ho anche il dizionario con le parole inventate che uso nel libro con relativa traduzione. È stato un lavoro grande, ma ogni volta che serve posso accedervi e avere tutto sotto controllo.

Quanto tempo ci hai impiegato a scrivere il compendio? 
Più o meno tre-quattro mesi. Poi ovviamente l’ho pensato su un arco di tempo un po’ più lungo, man mano che mi venivano le idee me le appuntavo. Tutto sommato il Dominio è il mondo più complicato che ho fatto finora. 
Quando ho cominciato a scrivere le Cronache ero divorata dalla voglia e dall'urgenza di scrivere, e questa cosa me la sono tirata dietro anche per tutte le altre cose venute dopo. Col Dominio mi sono invece abbandonata al piacere di perdermi anch'io nel mondo.

Sofferenza e solitudine sono i due temi centrali della saga del dominio. Ci sono altri sottotemi che potremmo analizzare qui insieme? 
Penso che sia innanzitutto l’opera di destrutturazione della povera Myra. All’inizio del libro è, tutto sommato, un personaggio abbastanza chiuso in sé stesso e completo. Crede di sapere “chi è”, o perlomeno si è “costruita” in un certo modo. Ha trovato il suo posto nel mondo ed è più o meno soddisfatta. 
Però poi intervengono degli elementi che la costringono a rivedersi completamente. Tutta la Saga è sostanzialmente questo: la perdita di tutti i punti di riferimento che ha. 
Inoltre mi interessava raccontare del rapporto “malato” tra due persone che sono strettamente interdipendenti e che hanno costruito la loro vita l’uno sull'altro. Sembra una cosa più evidente in Myra che ha avuto come punto di riferimento per tantissimo tempo Acrab, ma in realtà è vero anche per Acrab. 
Sono entrambi soli. Non riescono a liberarsi di questa dipendenza di cui soffrono e si fanno del male. È una cosa che può verificarsi anche nei rapporti "padre-figlio""madre-figlia". Un pericolo che si può correre quando si è genitori è considerare un figlio come una tua creatura, una porzione di te. Non bisogna mai dimenticare che il compito di un genitore è quello di “assistere” alla crescita di un figlio, allo sviluppo della sua personalità. 
Ovviamente questa cosa non si verifica tra Acrab e Myra dal momento che lui la considera proprio una sua creatura, un suo possesso esclusivo.

...E infatti Myra non riesce a staccarsi da lui neanche nei momenti più cupi. 
Quando tu hai costruito te stessa intorno a una persona, e poi ti rendi conto che le cose non stanno nel modo in cui hai sempre creduto, penso che sia comunque difficilissimo staccarsi. 
Nel caso di Myra ancora più difficile perché lei ha solo lui. 
Mi interessava analizzare questo aspetto della crescita: il momento in cui devi staccarti dai tuoi “maestri”, dai tuoi genitori, e devi trovare la tua strada e costruirti come persona, da sola. Questo è fondamentalmente nel percorso di Myra, e degli altri miei personaggi che l’hanno preceduta. Probabilmente perché i miei libri sono dei romanzi di formazione: raccontano la crescita.

Anche Kyllen è un personaggio che perde i suoi punti di riferimento, ma allo stesso tempo è più veloce di Myra a ritrovare la sua strada. 
Kyllen ha anche una storia meno tragica di quella di Myra quindi è relativamente più facile per lui. 
È indubbiamente un personaggio più “risolto”. Anche lui ha avuto i suoi maestri ma li ha abbandonati molto presto. Paradossalmente, anche grazie alla sua esperienza, è quello che capisce meglio Myra, meglio perfino di Acrab. Kyllen sa dove Myra vuole andare ed è pronto ad accompagnarla e ad aiutarla a compiere la sua missione.

Perché fai sempre soffrire i tuoi personaggi? Sei davvero cattivella con loro. Quando scrivi sei davvero così distaccata o ti lasci coinvolgere dalla storia? 
Sì, è vero. Sono consapevole di essere cattiva con loro. Quando scrivo sono molto distaccata. Se la storia richiede una cosa io vado dritta per la mia strada. 
Poi non so… magari sarò una sadica dentro perché la sofferenza per le morti dei personaggi è in qualche modo gratificante. Soffri, ma è una sofferenza catartica. Mi piace stimolare questa sensazione nel lettore quindi se un personaggio deve morire… muore!

Senza pietà...
(Ride…) Sì! C’è stato un tempo, all’inizio della mia carriera in cui diventavo triste, ad esempio alla morte di Laio. Ma adesso no. Chi deve morire, muore!

L'anno scorso (QUI per leggere l'intervista) ci hai raccontato delle tue serie tv preferite e di come ti influenzano nella scrittura. C'è qualche nuova serie che quest'anno ti ha appassionata? O ti ha ispirato nuove idee? Quali progetti futuri hai in ballo?
Devo finire di scrivere l'ultimo di Pandora e il terzo del Dominio.
Ho altre due cose in ballo che però sono “altre cose” rispetto al mio solito, ma ancora non c’è niente di concreto. Non posso svelarvi niente (Ride).

Devi consigliare a un lettore adulto una delle tue saghe per farti conoscere... quale sceglieresti? A un adolescente? 
All'adulto senza dubbio Il Dominio, perché è l’ultima cosa che ho scritto e sono molto soddisfatta di come è venuta. Secondo me, finora, è la mia saga migliore, perciò consiglierei assolutamente questa, con delle tematiche un po’ più mature.
Per l'adolescente invece Pandora. Mi sono ispirata tantissimo alla mia adolescenza e nel profondo credo di essere ancora adolescente. Trovo giusto, per certe cose, rimanere sempre bambini: nella passione per le storie, nella passione per la vita in generale. 


L'intervista finisce qui. 
Grazie davvero a Licia Troisi per la sua disponibilità e simpatia e un ringraziamento speciale alla casa editrice Mondadori, soprattutto ad Anna 💕

Impertinenti e Il bello di esser letti vi salutano!
Alla prossima ;)


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