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lunedì 31 maggio 2021

[Recensione] LA CASA DEGLI SPIRITI - Isabel Allende


Ciao Impertinenti,
oggi vi parliamo del libro
LA CASA DEGLI SPIRITI, primo romanzo pubblicato da Isabel Allende.


Genere:
Narrativa Contemporanea
Casa editrice: Feltrinelli
Data di Uscita: 24 Ottobre 2019
Prezzo: € 11.40 - Ebook € 6.99

Trama: “Ci sono molti bambini che hanno sogni divinatori, ma queste cose passano quando perdono l’innocenza”

L’amore, la magia, il mistero, i sogni si mescolano alle violenze e agli orrori della guerra cilena che portò all’ascesa di Pinochet. Una saga familiare del nostro secolo in cui si rispecchiano la storia e il destino di tutto un popolo. Un grande affresco che, per fascino ed emozione, può essere paragonato, nell’ambito della narrativa sudamericana, soltanto a Cent’anni di solitudine di García Márquez. Alle Tre Marie, splendida tenuta di proprietà di Esteban Trueba, si intrecciano le passioni dei diversi protagonisti: Clara, la moglie del proprietario, trascorre un’esistenza avvolta nei ricordi; Férula, sorella di Esteban, dedica la sua vita agli altri; Blanca è innamorata di un servo del padre, Pedro, che avrà parte nella guerriglia della rivoluzione; Alba, la nipote, dovrà invece affrontare la dittatura mentre Esteban scoprirà, proprio a causa dei tragici eventi politici del suo paese, di amare innanzitutto la sua famiglia.



Primo romanzo pubblicato nel 1982 da Isabel Allende. Il Cile, Salvador Allende, il Golpe di Pinochet. Tre elementi che tornano spesso tra i suoi racconti. La casa degli spiriti è un libro che va oltre la storia. Esteban, Clara, Blanca, Alba Trueba. Tre generazioni, alcuni dei protagonisti di una delle saghe familiari più belle di sempre. Una famiglia che attraversa il secolo scorso tra tormenti, scelte e tanto amore.

"Sopra un covone di grano, aspirando l’aromatico pulviscolo del granaio nella luce dorata e diffusa della mattina che s’infiltrava tra le assi, si baciarono in ogni punto, si leccarono, si morsero, si succhiarono, singhiozzarono e bevvero le lacrime di entrambi, si giurarono eterno amore e concertarono un codice segreto che sarebbe servito per comunicare durante i mesi di separazione."

Questa frase presa da pagina 130 del libro, vede protagonisti Blanca e Pedro. Amanti giovani e costretti a vivere intensamente un amore proibito, che si consuma all'ombra di un padre, Esteban, fortemente contrario all'unione di sua figlia con l'uomo che ha sempre amato. 

L'amore eterno. L'amore che ti salva. Una promessa che ha del divino mentre la si pronuncia. Ma esiste davvero l'amore eterno? 

L'Amore e la guerra. L'amore che non può essere vissuto, tra Esteban e Rosa, anima fragile e angelica, sorella maggiore di Clara, strappata alla vita e al suo promesso sposo. La guerra interiore di un uomo che non può porre rimedio alla morte. L'amore distratto dell'eccentrica Clara nei confronti del marito Esteban. Un amore dovuto. Un legame fatto di silenzi, voci, presagi. Un amore che genera Blanca. L'amore puro di Ferula, sorella e amica dei coniugi Trueba. Il suo amore genuino per la cognata genera la guerra con suo fratello Esteban, che l'allontanerà dalla sua felicità. E poi l'amore della primogenita Blanca per Pedro, la nascita della figlia Alba, la guerra civile sullo sfondo, la guerra familiare dentro.

Ma tra le pagine c'è anche un altro elemento chiave. La decadenza della famiglia, dei radicati e obsoleti ideali del vecchio Esteban e la rinascita di un nuovo spirito della nipote.

"Ogni tanto la sensazione che questo l'ho già vissuto e che ho già scritto queste stesse parole, ma capisco che non sono io, bensì un'altra donna, che aveva preso appunti sui quaderni affinché io me ne servissi. Scrivo, lei ha scritto, che la memoria è fragile e il corso di una vita è molto breve e tutto avviene così in fretta, che non riusciamo a vedere il rapporto tra gli eventi, non possiamo misurare le conseguenze delle azioni, crediamo nella finzione del tempo, nel presente, nel passato, nel futuro, ma può anche darsi che tutto succeda simultaneamente [...]. Per questo mia nonna Clara, scriveva nei suoi quaderni, per vedere le cose nella loro dimensione reale e per schernire la cattiva memoria. E adesso io cerco il mio odio e non riesco a trovarlo. Sento che si spegne a mano a mano che mio spiego l'esistenza del colonnello García e di altri come lui, che capisco mio nonno e vengo a conoscenza delle cose attraverso i quaderni di Clara, le lettere di mia madre, i libri contabili delle tre Marie, e tanti altri documenti che ora stanno sul tavolo a portata di mano. Mi sarà molto difficile vendicare tutti quelli che devono essere vendicati, perché la mia vendetta sarebbe solo l'altra parte dello stesso rito inesorabile."

Una delle cose che rendono "La casa degli spiriti" un romanzo eccezionale, almeno per me entra di diritto tra i cento libri da leggere almeno una volta nella vita, è lo stile che non annoia il lettore. Narrare le vicissitudini di mezzo secolo della famiglia Trueba sembra qualcosa di naturale per l'autrice. Non è l'unico romanzo famigliare che ho letto, ma questo va dritto al centro, paragonabile al trasporto che ho riscontrato leggendo Gabriel Garcia Marquez. L'Allende riesce a prendere il lettore per mano mostrandogli tutto ciò che lei stessa immagina e vede, dal paesaggio, agli odori, le emozioni e le frustrazioni, le scoperte che vivono i personaggi.

Alla fine del libro sembra di aver realmente visto e sentito tutto. Crea una piacevole dipendenza dalla storia, quella che tanto mi piace, quasi da "volerne ancora". La descrizione mai troppo prolissa, ma ben ponderata, delle immagini mi ha da subito conquistata, e su questo credo di non aggiungere niente di nuovo. L' Allende è sinonimo di qualità.

Da leggere assolutamente, lo ripeto, non sia mai che vi perdiate questo pezzo raro!!!


1 commento:

  1. Mi sono sempre piaciuti i romanzi che trattano saghe familiari mettendo in primo piano i personaggi femminili. Il loro coraggio, la loro dignità, la loro determinazioni s'intrecciano con la storia sanguinosa del Cile regalandoci un affresco mirabile della cultura sudamericana :)

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