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venerdì 28 maggio 2021

[Recensione] ARMY OF THE DEAD - film con Dave Bautista disponibile su Netflix


Oggi il nostro cinefilo impertinente ci parla di ARMY OF THE DEAD, il film diretto da Zack Snyder con Dave Bautista. Disponibile su Netflix.

Genere: Azione, Fantascienza, Thriller, Horror
Regia: Zack Snyder
Soggetto: Zack Snyder
Sceneggiatura: Zack Snyder, Shay Hatten, Joby Harold
Fotografia: Zack Snyder
Montaggio: Dody Dorn
Effetti speciali: Marcus Taormina
Musiche: Tom Holkenborg
Scenografia: Julie Berghoff
Costumi: Stephanie Portnoy Porter
Trucco: Marcel Banks, Karla Muenze, Jolynn Nieto
Attori: Dave Bautista, Ella Purnell, Omari Hardwick, Ana de la Reguera, Theo Rossi, Matthias Schweighöfer, Nora Arnezeder, Hiroyuki Sanada, Garret Dillahunt, Tig Notaro, Raúl Castillo, Huma Qureshi, Samantha Win
Anno: 2021
Paese: USA


Trama: 
Dopo un'epidemia zombie a Las Vegas una squadra di mercenari si prepara per il maggiore azzardo di sempre: intrufolarsi nella zona sottoposta a quarantena e mettere a segno la rapina più grande mai tentata.






Parliamo di zombie? Si! Non vedevo l’ora!
Il buon Zack Snyder torna a dirigere un film di zombie da… quel “fantastico” prodotto del 2004 di nome L’Alba del Morti Viventi. Lo ricordate? Era ambientato in un supermercato, con i sopravvissuti che le provano tutte per farsi uccidere da nostri cuccioloni preferiti. Lo trovate su Netflix comunque. Ora ci riprova con questo prodotto action, non horror, ma a tratti un po’ gore. Però c’è Dave Bautista che, secondo me, è uno dei migliori attori d’azione in circolazione. Change my mind.


“Uooo! Fermi! Perdonate, come si fa esattamente a uccidere gli zombi?”

Durante un viaggio in auto, una coppia appena sposata si distrae e si schianta contro un convoglio militare, che trasporta un carico un po’ speciale: un super soldato non-morto in grado di infettare chiunque e trasformarlo in zombi. Tutto questo a due passi da Las Vegas, che nel giro di pochi giorni diventa un buco nero pieno di zombi affamati. Il governo, a questo punto, blinda la città bloccando fuori i vivi e dentro i morti. O almeno così dovrebbe essere. Ma, sotto a uno dei casinò all’interno della Strip, dentro a una cassaforte, c’è un bel tesoretto di 200 milioni di dollari ad attendere chiunque sia abbastanza coraggioso e pazzo per provare a prenderli.


“Non toccare più la mia sega chiaro? E non rivolgerle più la parola… ok? Bro?”

Ora, stiamo parlando di un film abbastanza lineare, i colpi di scena (quei pochi che ci sono) sono per lo più telefonati. Si tratta però di un genere, quello zombi, usato e abusato da decenni di opere mediocri, che hanno come unico merito quello di aver preso idee anche buone e averle rovinate. Quindi, valutare l’innovazione in un ambiente in cui qualunque cosa si veda risulti “già vista” è pressoché inutile, a questo punto non ci rimane che valutarlo di pancia. Il film è bello? Secondo me sì. È un buon film d’azione che porta sul piccolo schermo un paio di volti noti, accompagnati da attori emergenti ma dotati. Il modesto uso di computer grafica, in favore di costumi e scenografie montate per l’occasione, lo rende fluido e senza quella brutta sensazione di star guardando un prodotto mediocre. Considerando che probabilmente la maggior parte del budget è stato utilizzato per sostituire Chris D’Elia con Tig Notaro in post-produzione, il risultato è davvero eccellente. In fin dei conti stiamo sempre parlando di un film che, pur avendo un budget di 90 milioni, cerca di sembrare un B-Movie. Insomma, qualcosa che si guarda volentieri a qualsiasi ora del giorno e della notte. 


“Che diavolo era?
Era una tigre di uno show di magia, sorveglia l’inizio del loro territorio.”

Come succede molto spesso in questi casi, a fare la maggior parte del lavoro sono proprio gli attori. Dave Bautista mi piace proprio molto. Ultimamente mi sono messo a guardare alcuni suoi film e, sebbene certi prodotti siano tutt’al più mediocri, lui riesce sempre a fare davvero un’ottima impressione. Uno dei personaggi però che mi è piaciuto di più è Nora Arnezeder, già vista in ZOO e che non delude nemmeno qua. 


“Pensi che sia una cattiva idea?
Dai Scotty, non è quello che penso, piuttosto quello che è. Ed è davvero una pessima idea!”

In generale, però, la caratterizzazione dei personaggi è strabiliante per un prodotto del genere. Molte volte, infatti, ci ritroviamo a guardare gente presa a caso e messa lì, con una pistola in mano, a sparare agli zombi. Qui, invece, vediamo protagonisti con un background a giustificarne le scelte. E anche quelli che… beh, vengono presi a caso e messi lì a sparare, hanno delle particolarità di base alle quali aggrapparci che consentono di tifare per loro.


“…lanciare una bomba nucleare tattica a basso potenziale sulla città di Las Vegas”

Insomma, trovo che Army of the Dead sia un prodotto che ha molto più da dire rispetto a quello che sembrerebbe, e che ci insegna anche una grande lezione: non distraetevi mentre siete alla guida!


Voto: 4
L’amichevole GM di quartiere

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