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venerdì 2 aprile 2021

[Recensione] WANDAVISION - miniserie televisiva Marvel Comics su Disney+


Oggi il nostro cinefilo impertinente ci parla di WANDAVISION, la miniserie televisiva statunitense del 2021 creata da Jac Schaeffer, per la piattaforma di video on demand Disney+, e basata sui personaggi della Marvel Comics Wanda Maximoff e Visione. Con Elizabeth Olsen e Paul Bettany.

Genere: Drammatico, Sentimentale, Supereroi, Sitcom 
Ideatore: Jac Schaeffer
Regia: Matt Shakman
Soggetto: Stan Lee e Jack Kirby (Scarlet) - Roy Thomas e John Buscema (Visione)
Attori: Elizabeth Olsen, Paul Bettany, Debra Jo Rupp, Fred Melamed, Kathryn Hahn, Teyonah Parris, Randall Park, Kat Dennings, Evan Peters
Anno: 2021
Paese: USA
Puntate: 9 
Durata: 29-49 min (puntata)



Trama: 
Tre settimane dopo gli eventi di Avengers: Endgame, Wanda Maximoff e Visione vivono una vita idilliaca nella tranquilla cittadina di Westview, nel New Jersey, cercando di tenere nascosti i loro poteri. Attraversando varie epoche televisive e stili diversi, i due cercano di preservare la loro felicità e il loro amore, ma Visione si rende ben presto conto che quel che sta vivendo è un'illusione e che Wanda tiene sotto controllo l'intera cittadina. Nel frattempo, il capitano dello S.W.O.R.D. Monica Rambeau, l'agente dell'FBI Jimmy Woo e l'astrofisica Darcy Lewis indagano su un campo elettromagnetico che circonda Westview nel tentativo di salvare i cittadini bloccati al suo interno.






Devo ammettere che ho dovuto far passare parecchio tempo prima di scrivere questa recensione. In parte perché naturalmente dovevo aspettare la fine della serie, in parte perché non ero nemmeno troppo deciso a guardarla e in parte perché, dopo averla finita, sono stato giorni a chiedermi cosa cavolo avessi visto.


“Che cos'è il dolore, se non l'amore perseverante?”

Nella serie, che si colloca dopo gli eventi di Endgame, vediamo una Wanda alle prese con una curiosa vita di coppia assieme a Visione, rappresentata come una sitcom anni ’70, completamente in bianco e nero, corredata con battute tipiche del contesto e del periodo, e risate dal pubblico in sala. Da lì, col passare delle puntate, la situazione si farà più complicata, soprattutto quando a Visione inizieranno a venire dei sospetti su quello che sta realmente accadendo.


“Questa è casa nostra adesso. Dobbiamo adattarci e starci bene!”

Ora, vorrei davvero essere il più obiettivo possibile, ma visto che nelle mie recensioni tratto principalmente l’aspetto emotivo di quello che vedo, cercare di sviscerare un prodotto senza mettere in mezzo i sentimenti sarebbe davvero impossibile. Il problema è che io non sono affatto rimasto entusiasmato da quello che ho visto. Ma vi spiego il perché.
I cine comic hanno davvero molti meriti, hanno infatti portato nel mondo di tutti quegli eroi che un tempo erano rilegati a una piccola fetta di persone. Ormai tutti sanno chi sono Ironman, Hulk, Thor e via dicendo, mentre un tempo si poteva parlare di certe cose solo con persone che avessero gli stessi interessi. Se 20 anni fa avessi iniziato a parlare, al ristorante o in un bar, del fatto che il mio personaggio preferito è un tizio che quando si arrabbia diventa un gigante verde di tre metri che spacca tutto a cazzotti, mi avrebbero sicuramente preso per pazzo. Ora, bene o male tutti, saprebbero di cosa sto parlando. Ma uno dei “difetti”, se così si può dire, dei cine comic è che ci hanno abituato a un certo tipo di intrattenimento: adrenalinico e con un ritmo serrato. Tutto quello che manca in WandaVision. Quello che ho iniziato a vedere è letteralmente una sitcom americana. Non molto diversa da una puntata di Happy Days o di… boh… Mork & Mindy. Insomma, prodotti che all’epoca erano rivoluzionari e innovativi, per la maggior parte ancora godibilissimi e divertenti anche al giorno d’oggi, ma per essere realmente apprezzati vanno contestualizzati. Certamente quello dei super eroi Marvel non è il contesto che si presta meglio per mandare in onda sketch comici sul fatto che Wanda sia una pessima cuoca e non sappia preparare una cena adeguata al capo di Visione, con tanto di gag sui rumori molesti provenienti dalla cucina, la vicina di casa che arriva alla chetichella a dare una mano, i piatti che cadono e volano, mentre il povero androide-sintezoide fa di tutto per distrarre gli ospiti da quel trambusto. Insomma, non era davvero quello che volevo vedere. Proprio no. Curiosamente ho sempre avuto la pretesa che i super eroi facessero cose da super eroi.


“Da quanto siete sposati?”

Detto questo, è tutto da buttare? Assolutamente no. A farmi arrabbiare è proprio questo. La serie, infatti, verso metà diventa interessante, in un crescendo di suspense, intrighi e, finalmente, anche un po’ di azione. Gli ultimi episodi sono poi davvero belli. Ma è l’inizio a rovinare tutto! I primi quattro episodi si sarebbero tranquillamente potuti comprimere in quindici minuti, senza togliere assolutamente nulla alla trama e senza stravolgere la storia in alcun modo. Ed è proprio questo il problema! Stiamo guardando una serie tv di un colosso come la Marvel da cui, però, si possono tranquillamente eliminare la prima metà degli episodi senza che nessuno perda il filo. Un riassuntino di cinque minuti all’inizio del quinto episodio e si sarebbe tranquillamente potuto gustare tutto il resto della serie senza nessun tipo ti problema.


“Sono morta? 
No, perché mai dovresti? 
Perché tu lo sei!”

Fortunatamente i protagonisti della storia sono attori che sanno quel che fanno, Paul Bettany ed Elizabeth Olsen hanno ormai dato prova di essere perfetti ad interpretare la super coppia, e qui sicuramente non si smentiscono. Al cast si aggiungono anche la bravissima e famosissima Kat Dennings, fino ad ora relegata a ruoli secondari nell’MCU, ma che qui… beh… spacca di brutto! Ho trovato molto convincente anche Teyonah Parris, ma ho visto davvero una pessima interpretazione da parte Kathryn Hann, completamente a disagio e fuori luogo. Inizialmente credevo si trattasse di una maschera voluta e che dipendesse dal suo personaggio nel contesto, ma anche in seguito l’ho sempre vista male in ogni scena. Come se per lei fosse impossibile calarsi nel personaggio dall’inizio fino alla fine.


“Siamo una coppia come tante, non è vero?”

Per tirare le somme: deludente. Se la serie fosse stata un film, in cui raccontare i primi quattro episodi in quindici minuti, lasciando il resto com’era, probabilmente me la sarei goduta. Così invece si deve soffrire un po’ (un bel po’) all’inizio, prima di potersi godere uno dei prodotti a cui l’MCU ci ha abituati.

Voto: 2
L’amichevole GM di quartiere.

1 commento:

  1. Oh bè... non mi aveva convinta fin dall'inizio, felice di non averla nemmeno iniziata :P

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