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lunedì 26 aprile 2021

[Recensione] CIRCE - Madeline Miller

 

Ciao Impertinenti,
oggi vi parliamo del romanzo di narrativa mitologica CIRCE di Madeline Miller.


Genere:
Narrativa Mitologica
Casa editrice: Marsilio
Data di Uscita: 14 Gennaio 2021
Prezzo: € 11.40 - Ebook € 7.99

Trama: Ci sembra di sapere tutto della storia di Circe, la maga raccontata da Omero, che ama Odisseo e trasforma i suoi compagni in maiali. Eppure esistono un prima e un dopo nella vita di questa figura, che ne fanno uno dei personaggi femminili più fascinosi e complessi della tradizione classica. Circe è figlia di Elios, dio del sole, e della ninfa Perseide, ma è tanto diversa dai genitori e dai fratelli divini: ha un aspetto fosco, un carattere difficile, un temperamento indipendente; è perfino sensibile al dolore del mondo e preferisce la compagnia dei mortali a quella degli dèi. Quando, a causa di queste sue eccentricità, finisce esiliata sull'isola di Eea, non si perde d'animo, studia le virtù delle piante, impara a addomesticare le bestie selvatiche, affina le arti magiche. Ma Circe è soprattutto una donna di passioni: amore, amicizia, rivalità, paura, rabbia, nostalgia accompagnano gli incontri che le riserva il destino – con l'ingegnoso Dedalo, con il mostruoso Minotauro, con la feroce Scilla, con la tragica Medea, con l'astuto Odisseo, naturalmente, e infine con la misteriosa Penelope. Finché – non più solo maga, ma anche amante e madre – dovrà armarsi contro le ostilità dell'Olimpo e scegliere, una volta per tutte, se appartenere al mondo degli dèi, dov'è nata, o a quello dei mortali, che ha imparato ad amare. Poggiando su una solida conoscenza delle fonti e su una profonda comprensione dello spirito greco, Madeline Miller fa rivivere una delle figure più conturbanti del mito e ci regala uno sguardo originale sulle grandi storie dell'antichità.


"Non fingevo di essere una mortale. Mostravo i miei occhi gialli e scintillanti a ogni occasione. Niente di tutto quello faceva differenza. Ero una donna, ed ero sola, era tutto ciò che contava."

Circe è un inno alla potenza femminile. La donna come figlia, madre, compagna e nemica. Un racconto in prima persona della maga più temuta nell'antichità greca che confidandosi al lettore svela la sua intima natura. Una donna che ha elemosinato l'amore di un padre, il Sole, troppo impegnato. Un'ombra che si è forgiata dura come acciaio ad ogni abbandono ricevuto. Un fratello amato, troppo diverso da lei. L'eterno esilio dal mondo delle Ninfe. È impossibile accettare quei suoi occhi troppo umani e quel suo innato bisogno di soccorrere anche per sua madre. Ma Circe ha il potere divinatorio di curare le proprie ferite. Cuore compreso. Un cuore che continua a palpitare nonostante tutto. Arriva l'amore imprudente per il pescatore Glauco, quello effimero per Dedalo e il più maturo e profondo per Odisseo.

Odisseo, figura estremamente persuasiva, magistralmente descritta dalla Miller anche nel suo primo lavoro "La canzone di Achille", che segnerà la sua evoluzione da donna audace e sola a donna in grado di amare. Un crescendo emozionale fino a raggiungere l'Amore, quello vero, disinteressato, suo figlio, Telegono.

"Cadde a terra come un sasso. La testa colpì il pavimento così forte che ebbi un sussulto. Corsi da lui. [...] Sotto le dita, sentii la sua pelle gelida. [...] Io lo sapevo. Dietro i suoi occhi spenti, avvertivo confusione e terrore. Gridai, orripilata, e l'incantesimo si spezzò. Il suo corpo dapprima si afflosciò, poi lui strisciò via, girandosi a fissarmi con gli occhi selvaggi di una bestia intrappolata. Piansi. Una vergogna, la mia, calda come sangue. Mi dispiace, gli dissi, e poi lo dissi ancora e ancora. Mi permise di avvicinarlo, di prenderlo fra le braccia. Dolcemente, gli sfiorai il bernoccolo [...] Lui mangiò aggrappato a me e si rianimò. Scivolò giù e riprese a correre, sbattendo le porte, tirando giù ogni cosa dagli scaffali cui riusciva ad arrivare. Mi sentii talmente sfinita che temetti di sprofondare nella terra. E con ogni momento che passava, l'incantesimo contro Atena restava incompiuto."

Questo per me è uno dei pezzi più autentici di "Circe". Chiunque abbia un figlio sa di cosa sta parlando. Una madre che come priorità ha il benessere del proprio figlio. Qui nello specifico c'è la necessità di proteggere Telegono da Athena che vuole ucciderlo, essendo figlio illegittimo di Odisseo.

La Miller crea una personalità nuova, mai associata in passato alla maga. Non c'è più la mistica figura audace e ammaliatrice dagli occhi umani. C'è una donna con la fragilità e l'emotività di una madre, che spesso sbaglia, perché non sa più come fare! La magia diviene un palliativo per accudire suo figlio, indomabile come tutti i figli piccoli, per raggiungere il fine ultimo più nobile di rinnovare l'incantesimo di protezione.

Essendo madre anche io, ho amato particolarmente questa parte del libro, e ho persino pianto! Forse condividere con lei questo ruolo mi ha permesso di apprezzare ancor di più il lavoro della Miller. Mi sono immedesimata e ho scoperto un legame empatico fortissimo.

Cosa altro dire di questo capolavoro. Il finale non posso svelarlo. Sarà un crescendo di emozioni che portano al coronamento del sogno più intimo di Circe. Un elogio a una figura così discussa e criticata nell'immaginario collettivo che stravolgerà le aspettative. Un viaggio in prima persona che non lascerà delusi coloro i quali avranno voglia di vivere con Lei questa magia.




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