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lunedì 25 febbraio 2019

[Recensione] LA RAGAZZA DELLA LUNA - Lucinda Riley

Dai paesaggi incontaminati della Scozia allo splendore assolato della Spagna, LA RAGAZZA DELLA LUNA è il nuovo magico episodio della saga delle Sette Sorelle di Lucinda Riley. 
Oggi ve ne parla la nostra Simona!

Genere: Narrativa
Casa editrice: Giunti
Data di Uscita: 2 Gennaio 2019
Prezzo: € 16.90 - Ebook € 9.99

Sinossi: Sono trascorsi ormai sei mesi dalla morte di Pa' Salt, e Tiggy, la quinta delle sorelle D'Aplièse, accetta un lavoro nella riserva naturale di Kinnaird. In questo luogo selvaggio e completamente isolato nelle Highlands scozzesi, si dovrà occupare di una razza felina a rischio di estinzione per conto di Charlie, l'affascinante proprietario della tenuta. Qui Tiggy incontra Cal, il guardacaccia e coinquilino, che presto diventerà un caro amico; Zara, la figlia adolescente e un po' ribelle di Charlie e Zed Eszu, corteggiatore insistente nonché ex fidanzato di una delle sorelle. Ma soprattutto incontra Chilly, un vecchio gitano che sembra conoscere molti dettagli del suo passato e di quello di sua nonna: la famosa ballerina di flamenco Lucía Amaya Albaycín. Davvero una strana coincidenza, ma Tiggy ha sempre avuto un intuito particolare, una connessione profonda con la natura. Questo incontro non è casuale, è parte del suo destino e, quando sarà pronta, non dovrà fare altro che seguire le indicazioni di Pa' Salt e bussare a una porticina azzurra nel Cortijo del Aire, a Granada.

SPOILER per chi non ha letto i libri precedenti.


Lucinda Riley ci accompagna nel quinto capitolo della sua fortunata serie alla scoperta di ciò che si nasconde e circonda le sorelle D'Apliese.

Tiggy ovvero Taygete, si trasferisce a Kinnaird in Scozia per salvaguardare e far produrre dei felini in via d'estinzione. La tenuta appartiene per eredità a Charlie, un affascinante cardiologo dai modi gentili, che fa breccia immediatamente nel cuore della ragazza. Durante la sua permanenza, Tiggy fa amicizia anche con Cal, il guardiacaccia; Zara, la figlia di Charlie dal carattere ribelle ma sensibile; Zed Eszu, ex ragazzo di Maia (la sorella maggiore) che si dimostra invece "troppo" interessato alla giovane donna.

Ma la conoscenza che porta una svolta fondamentale alla vita di Tiggy è quella con Chilly, un anziano gitano dalla dote di chiaroveggenza; tramite i racconti dell’uomo la nostra protagonista scopre di discendere dalla famiglia degli Albacyn; sua nonna era la famosa ballerina di Flamenco Lucia Amaia Albacyn! La lettera che le ha lasciato suo papà, a differenza delle altre, lascia le indicazioni per rintracciare la sua famiglia!

"... su una collina di fronte alla magnifica Alhambra, nel quartiere di Sacromonte, devi bussare a una porta azzurra situata su un angusto sentiero detto Cortijo del Aire e chiedere di Angelina."

A causa di un incidente, Tiggy scappa da Kinnaird e va a Granada. Inizia così la sua avventura: catapultata in un mondo colorato e caldo, scoprirà di più sulla sua famiglia e sulla cultura gitana.

"Tieni i piedi sul fresco tappeto della terra, ma innalza la mente fino alle finestre della mente."

Tra il passato ed il presente, Tiggy si ritrova a dover affrontare i propri pensieri e i propri sentimenti prima a Granada e poi di nuovo in Scozia. Ascolterà la ragione o il cuore?

Come per gli altri libri, la maggior parte dei capitoli sono rivolti al passato per far scoprire la provenienza della famiglia e del perchè sia stata affidata a Pa'Salt.
I racconti e la descrizione del mondo gitano, del loro modo di pensare e del patire la fame, sono affascinanti tanto quanto le descrizioni dell'alba sull'Alhambra.

Lucinda Riley ha la capacità di farti scoprire dei mondi grazie alle sue parole che, a mio modesto parere, in pochi riescono.

Anche in questo libro c'è un piccolo indizio su Pa'Salt, ma come per gli altri è rimasto in sospeso.
Spero che con i prossimi libri la scrittrice riuscirà a rivelarci il segreto finale che, pezzetto per pezzetto, in ogni libro ci rivela, ma soprattutto di poter scoprire qualcosa di più sul futuro di ogni protagonista. L'unica delusione è proprio dovuta ai finali troppo affrettati.


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