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venerdì 4 settembre 2020

[Recensione] LO CHIAMAVANO JEEG ROBOT - film con Claudio Santamaria e Luca Marinelli disponibile su Netflix

Oggi il nostro cinefilo impertinente ci parla di LO CHIAMAVANO JEEG ROBOT, film del 2015 diretto e prodotto da Gabriele Mainetti, dal soggetto di Nicola Guaglianone e Menotti, con Claudio Santamaria, Ilenia Pastorelli e Luca Marinelli. Ora disponibile su Netflix.


Genere: Thriller, Fantasy, Drammatico
Regia: Gabriele Mainetti
Soggetto: Nicola Guaglianone
Sceneggiatura: Nicola Guaglianone, Menotti
Produttore: Gabriele Mainetti
Fotografia: Michele D'Attanasio
Montaggio: Andrea Maguolo
Effetti speciali: Maurizio Corridori
Musiche: Gabriele Mainetti, Michele Braga
Scenografia: Massimiliano Sturiale
Costumi: Mary Montalto
Trucco: Giulio Pezza
Attori: Claudio Santamaria, Ilenia Pastorelli, Luca Marinelli, Stefano Ambrogi, Maurizio Tesei, Francesco Formichetti, Daniele Trombetti, Joel Sy, Antonia Truppo, Salvatore Esposito, Juana Jimenez, Gianluca Di Gennaro, Giampaolo Crescenzio, Tommaso Di Carlo.
Anno: 2015
Paese: Italia


Sinossi: Enzo Ceccotti non è nessuno, vive a Tor Bella Monaca e sbarca il lunario con piccoli furti sperando di non essere preso. Un giorno, proprio mentre scappa dalla polizia, si tuffa nel Tevere per nascondersi e cade per errore in un barile di materiale radioattivo. Ne uscirà completamente ricoperto di non si sa cosa, barcollante e mezzo morto. In compenso il giorno dopo si risveglia dotato di forza e resistenza sovraumane.



“Io e mi madre siamo arrivati all’area 5 nell’83, praticamente so cresciuto assieme a Tor Bella Monaca. All’ora ‘n c’era quasi nessuno. Me ricordo e strade co e scritte luccicanti, sti palazzoni coi colori accesi. Era tutto pulito, tutto nuovo. All’ora ce l’avevo gli amici, pure la comitiva, però è finita male, come tutte e cose che te sembrano più belle. Capirai, a 13 anni già ce pippavamo a roba... c’era Sabrina... quanto era bella, lavorava al Kursaal a Ostia, è morta in un incidente a San Basilio. Poi c’era il Palletta, cazzo quanto era matto, scocciato peggio dei tegoli, gli hanno sparato e guardie mentre stava a fa na rapina al tabaccaio, quel giorno faceva 18 anni e i sordi glie servivano pe portà a donna fori. Poi Michelino, 20 anni, dicevano che l’avevano bruciato i fascisti ma io non c’ho mai creduto. A sera c’hanno ammazzato tu padre pensavo che era arrivato il turno mio... quello doveva esse er mio destino. È durato un secondo, m’hanno sparato, e quando sono cascato de sotto niente... il buio, era tutto finito”. Enzo Ceccotti in una scena del film.

Finalmente mi ritrovo a parlare di un film italiano e di uno che, secondo me, è fra i migliori degli ultimi venti anni. La trama non è assolutamente banale come potrebbe sembrare e, pur trattandosi a tutti gli effetti di un film sulla genesi di un super eroe, riesce a toccare punti incredibilmente profondi. Argomenti come la criminalità, l’abbandono sociale, le molestie e la difficoltà di vivere in un ambiente estremamente povero e degradato, vengono affrontati in modo egregio grazie a un lavoro di sceneggiatura sublime. La cosa incredibile, infatti, è proprio il modo in cui i personaggi si evolvono lungo una traiettoria che, seppur intuibile fin dalle prime scene, resta però davvero ben elaborata. I dialoghi poi sono da brividi.



Il cast è composto da volti molto noti del nostro cinema, Claudio Santamaria è il perfetto lupo solitario, disilluso dalla vita, che sbarca il lunario come meglio può e che, pur trovandosi con abilità straordinarie, continua a non montarsi la testa e a sognare, in piccolo, un mondo che lo lascia in pace. Ilenia Pastorelli è fantastica, il personaggio che interpreta è meraviglioso e lei riesce a sembrare allo stesso tempo una donna e una bambina, facendoci provare un misto di tristezza e felicità incredibile. Marinelli è un drago! Non so come altro definirlo, ma in questo film è fenomenale. Un personaggio che meriterebbe di diventare veramente un cult. Anche se a dire il vero, lo Zingaro lo conoscono un po’ tutti, anche chi non ha visto il film, per cui.



La regia è nelle sapienti mani di Gabriele Mainetti, un’artista poliedrico che passa dal teatro alla televisione, passando per il cinema e, a volte, si ritrova anche dietro la macchina da presa per regalarci emozioni come questa. Davvero un ottimo lavoro.



Per tirare le somme: una bella storia, ottimi attori e una regia con i fiocchi, rendono  LO CHIAMAVANO JEEG ROBOT un film assolutamente da vedere.

Considerazione spiccia: il film merita davvero tanto, e non solo perché è il primo film di super eroi tutto italiano degli ultimi anni, ma perché è come guardare una favola in chiave moderna, un paio d’ore di magia pura.

Voto: 5
L’amichevole GM di quartiere.


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