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venerdì 6 dicembre 2019

[Recensione] THE IRISHMAN


Un’incredibile storia di criminalità, raccontata da Scorsese attraverso la voce e il corpo di De Niro, un viaggio incredibile, un’esperienza unica.
Oggi il nostro cinefilo impertinente ci parla di THE IRISHMAN, disponibile su Netflix!

Genere: Storico, Drammatico, Biografico
Regia: Martin Scorsese
Soggetto: dal libro di Charles Brandt
Sceneggiatura: Steven Zaillian
Produttore: Troy Allen, Gerald Chamales, Robert De Niro, Randall Emmett, Gastón Pavlovich, Jane Rosenthal, Martin Scorsese, Emma Tillinger Koskoff, Irwin Winkler
Fotografia: Rodrigo Prieto
Montaggio: Thelma Schoonmaker
Effetti speciali: Pablo Helman, Taylor Schulte
Musiche: Robbie Robertson
Scenografia: Bob Shaw
Costumi: Christopher Peterson, Sandy Powell
Trucco: Jose L. Lopez, Janine JP Parrella, Yasmina Smith-Tyson
Attori: Robert De Niro, Al Pacino, Joe Pesci, Harvey Keitel, Bobby Cannavale, Anna Paquin, Stephen Graham, Kathrine Narducci, Domenick Lombardozzi, Sebastian Maniscalco, Ray Romano
Anno: 2019
Paese: USA
Distribuzione: Netflix


Sinossi: La pellicola racconta la storia di Frank Sheeran, veterano della seconda guerra mondiale, che da camionista inizierà una lunga e fruttuosa carriera nel mondo della criminalità organizzata, grazie a una solida amicizia col boss Russel Bufalino.



Ho visto THE IRISHMAN.
Il film inizia in una casa di riposo, dove troviamo un anziano De Niro nei panni di Frank Sheeran che inizierà a raccontarci tutta la sua storia, attraverso un gigantesco flashback in cui scopriremo tutto sulla sua vita, sui suoi rapporti con la criminalità e sui suoi due amici: il boss mafioso Russel Bufalino, e il sindacalista Jimmy Hoffa.


Alla regia troviamo Martin Scorsese, quindi non c’è molto da dire in proposito se non che è perfetta. Ovviamente però non è tutto oro quel che luccica perché il film è in effetti molto lungo, stiamo parlando di tre ore e mezza, un minutaggio importante che probabilmente tende e disincentivare la visione da parte delle persone. La trama però è davvero molto bella, i dialoghi scritti bene e si riesce ad avere quasi sempre la sensazione di star vedendo qualcosa di importante. Pur essendo una pellicola molto lunga, quasi mai ci si distrae, si è anzi completamente rapiti dalla storia di questo uomo irlandese.


Sugli attori posso solo dire che è di prim’ordine e si vede, il film è straordinariamente ben recitato ed è veramente un piacere da vedere e sentire.

Una piccola nota dolente però c’è: THE IRISHMAN è ambientato in diversi periodi storici, tutti accuratamente ricostruiti, l’unico problema è il ringiovanimento degli attori a mezzo computer grafica, in particolare quello di De Niro, nei primi tempi infatti ci ritroveremo a vedere un uomo dal viso giovane, ma interpretato ovviamente da lui, quindi vedremo un ragazzo che si muove come un 80enne... una sensazione che non vi nascondo essere un po’ fastidiosa.


Per tirare le somme: il film è bello, la trama è davvero interessante e curata e gli attori sono qualcosa di grandioso, a mio parere è una delle pellicole che sarà ricordata negli anni come un capolavoro. Quindi guardatelo.

Considerazione spiccia, che però stavolta tanto spiccia non sarà. Ci sono state un’infinità di polemiche riguardo il film, c’è chi dice che sia troppo lungo, chi dice che sia un filmone privo di difetti, chi afferma che è un mattone senza capo né coda, e chi dice che sia l’unica cosa che vale davvero la pena vedere. La maggior parte però sostiene che si tratti di un capolavoro e che sia vergognoso che abbia avuto tutti questi problemi ad essere proiettato nelle sale, mentre film tecnicamente inferiori restano nei cinema diverse settimane. A tal proposito vorrei spendere due parole per dirvi una cosa importante: l’arte è fatta di mediocrità. Che piaccia o no, a qualunque livello la si guardi, l’arte si tiene in piedi grazie alla mediocrità. Ogni giorno vengono dipinti quadri, scritti libri, scolpite sculture e girati film, ma solo una minima parte verranno ricordati nei decenni come capolavori, questo significa che gli altri non meritino di essere visti? 
Assolutamente no. 


L’arte non solo è piena di mediocrità, ma ne ha bisogno, perché se guardassimo solo i capolavori andremmo al cinema una volta l’anno, o forse meno, e perché per molti l’arte ha lo scopo di intrattenere. Se una persona vuole leggere un libro leggero e divertente o vedersi una "commediola" breve e ridicola, deve avere la possibilità di farlo. Che un film come THE IRISHMAN abbia avuto difficoltà ad essere proiettato è ovviamente assurdo, ma sostenere che avrebbe dovuto avere più visibilità ad esempio di un cine comic lo è altrettanto.

Voto: 5
L’amichevole GM di quartiere.

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