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sabato 14 dicembre 2019

[Recensione] HIGHWAYMEN. L'ultima imboscata, il film Netflix sulla cattura di Bonnie e Clyde


Buongiorno Impertinenti,
oggi il nostro Cinefilo Impertinente ci parla di Highwaymen. L'ultima imboscata. Il film, disponibile su Netflix, racconta la storia dei due Texas Ranger che inseguirono, trovarono e uccisero Bonnie e Clyde.

Genere: Poliziesco, drammatico, thriller
Regia: John Lee Hancock
Sceneggiatura: John Fusco
Produttore: Casey Silver
Produttore esecutivo: Michael J. Malone
Casa di produzione: Casey Silver Productions, Media Rights Capital, Universal Pictures
Fotografia: John Schwartzman
Montaggio: Robert Frazen
Effetti speciali: William Dawson, Jiwoong Kim, Chris MacLean, John Swallow
Musiche: Thomas Newman
Scenografia: Michael Corenblith
Costumi: Daniel Orlandi
Attori: Kevin Costner, Woody Harrelson, Kathy Bates, Kim Dickens, John Carroll Lynch, W. Earl Brown, Thomas Mann, William Sadler
Anno: 2019
Paese: USA
Distribuzione: Netflix


Sinossi: Bonnie e Clyde imperversano per il paese rapinando banche e uccidendo poliziotti, mettere la parola fine alle loro scorribande è il compito che viene assegnato a due ex Texas Ranger in pensione, che nonostante l’età riusciranno in quello che agli altri è risultato impossibile.


Frank Hammer e Maney Gault sono due ex Texas Ranger in pensione da quando il corpo è stato sciolto. Il primo ha fatto fortuna nella sicurezza privata, il secondo vive ospite dalla famiglia della figlia a cui la banca sta pignorando casa. Sono i ruggenti anni ’30 e Bonnie e Clyde imperversano negli Stati Uniti rapinando banche e uccidendo poliziotti. Venerati dalla gente comune come fossero eroi, sono però ricercati infruttuosamente dalla polizia di ogni paese. La governatrice del Texas, Miriam, decide così di riassumere Frank e Maney per farla finita una volta per tutte. Il film racconta infatti della caccia dei due vecchi ranger e degli avvenimenti che hanno portato alla fine della Barrow Gang.



Il film ha avuto parecchi problemi in fase di sviluppo, numerosi ritardi, modifiche del cast e della regia che è finita nelle sapienti mani di John Lee Hancock. Ora, ritengo che si possa affermare che John abbia fatto un buon lavoro, il film è fluido, sempre sul pezzo ed enfatizza, in modo clamorosamente autentico, la distorsione che c’era fra la concezione che la gente comune aveva di Bonnie e Clyde (fomentata anche dai giornalisti), e quello che i due facevano in realtà. Questo ci porta a valutare positivamente anche il lavoro di sceneggiatura, che crea dei dialoghi molto curati, perché ci permette di vedere con i nostri occhi le difficoltà che i due anziani ranger devono aver affrontato durante tutto il loro lungo viaggio.



Gli attori sono più che azzeccati, Kevin Costner è sempre stato bravo, in certi film più brillante che in altri, ma qui riesce a portare a casa un’interpretazione decisamente convincente del suo personaggio. Anche se credo che, dei due, quello che sicuramente mi è rimasto più impresso come interpretazione è Woody Harrelson, che ogni volta riesce a non essere mediocre.
Tutto il film è ambientato negli anni ’30 e questo si vede benissimo dalle ricostruzioni a mio parere molto fedeli, pur affermando ciò come spettatore e non come storico, ritengo che il tutto sia risultato decisamente credibile. Soprattutto la frase “la sella di un cavallo è più comoda di questi sedili”.



Per tirare le somme: il film è molto bello, la trama è ben curate e gli attori molto bravi, sicuramente un prodotto che vale la pena guardare.
Considerazione spiccia: due ore e dieci sono un minutaggio importante, e onestamente capita abbastanza spesso che con film così lunghi si rischia di perdersi a fare altro, soprattutto se la trama non è particolarmente coinvolgente. In questo caso però devo ammettere che le due ore mi sono volate.

Voto 4
L’amichevole GM di quartiere.

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