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domenica 21 luglio 2019

[LA PAROLA ALLE AUTRICI] Roberta Zanzonico racconta Blu Stanzessere

Buongiorno Impertinenti,
oggi rilanciamo La parola alle autrici, la nostra rubrica speciale in cui l'autore parla direttamente al lettore. 

A dare inizio alle danze sarà Roberta Zanzonico, autrice di BLU STANZESSERE
Roberta ha deciso di raccontarci qualcosa di più sul romanzo e su di sé. 



Genere: Narrativa
Casa editrice: Ensemble
Data di Uscita: 17 giugno 2019
Prezzo: € 4.99

Sinossi: "Blu Stanzessere" è un romanzo sulla memoria, una memoria parcellizzata, impacchettata e rivissuta in diversi Stanzessere. Ogni Stanzessere è un posto in cui una donna si è fermata per ripetere un momento all'infinito, dargli una forma e renderlo elementare, comprensibile. Un luogo nato per aiutare a dimenticare e ricominciare, in un'architettura al tempo stesso umanissima e divina. Un racconto onirico nelle cui trame c'è un viaggio che è una storia d'amore che è tante storie insieme e molto altro. Un viaggio dentro la mente che conduce il lettore per mano in un'esperienza sensoriale, prima ancora che letteraria.

Una grande storia d’amore e sull’Amore, sulle dimenticanze, i ritorni, i rimpianti e i richiami, che trasporta il lettore, con un linguaggio a volte addirittura “sonoro”, alla scoperta del cuore della storia, che è tante storie insieme e molto altro.



Ero una studentessa di Medicina quando per la prima volta lessi la parola “stanzessere”. Nel manuale di Psichiatria si parlava di come i pazienti schizofrenici a volte usino parole che non esistono, e si procedeva a raccontare il caso di una paziente che diceva di sentirsi rinchiusa in uno “stanzessere”. Mi sembrò una parola potente e immaginai questo “stanzessere” come un luogo della memoria, un posto dove si è rimasti perché incapaci di andare avanti. D'altronde, proprio Freud diceva che i malati di mente sono malati di memoria. Avevo ventitré anni e dissi a me stessa che prima o poi avrei scritto un romanzo su questo “stanzessere”. Dieci anni dopo, è uscito Blu Stanzessere


Il romanzo si apre in un posto fuori dal tempo, in un luogo fatto di corridoi piccoli e intricati, che curvano in forme concentriche. Al lettore non verrà mai svelato perché l’architettura sia proprio questa, ma a me piaceva l’idea di ricalcare la forma dell’ippocampo, quella struttura del cervello adibita all’immagazzinamento di memorie, che ha, per l’appunto, questa forma a spirale.In questo luogo al di fuori del tempo, un uomo senza memoria si sveglia e viene guidato da un guardiano burbero e scontroso alla volta degli stanzessere. Sarà attraverso questo viaggio onirico che il protagonista capirà il suo compito. Gabriel Garcia Marquez diceva in un suo romanzo che “era ancora troppo giovane per sapere che la memoria del cuore elimina i brutti ricordi e magnifica quelli belli, e che grazie a tale artificio riusciamo a tollerare il passato”, un tema che viene ripreso nel romanzo ed elaborato. Negli stanzessere, infatti, una donna malata di nostalgia torna a rivivere l’attimo in cui si è fermata, quello che l’ha definita e in un certo senso “fermata”. La nostalgia è la stessa che descriveva Milan Kundera ne L’ignoranza: «In greco "ritorno" si dice nóstos. Álgos significa "sofferenza". La nostalgia è dunque la sofferenza provocata dal desiderio inappagato di ritornare». In questo romanzo onirico, però, il ritorno è possibile, così come è possibile ricominciare.

Tra corridoi intricati, il lettore si trova a procedere per sensazioni, e forse può sentire anche lui l’odore del mare, i sospiri sulla pelle, la gioia che trabocca dagli occhi e la sofferenza. La sofferenza che si spiega nelle pagine di Blu Stanzessere è la mia e quella di tante altre persone. Ho sempre letto tanto, non solo perché mi piacevano le storie, ma perché leggendo mi sono sentita meno sola. Leggendo, ho imparato che da qualche parte nel mondo c’era stato qualcuno che ha provato quello che ho provato io. Con Blu Stanzessere, ho voluto anch’io offrire ai miei lettori una forma di comprensione, la stessa che ha spinto me a leggere. 

Mi dicono che Blu Stanzessere sia una grande storia d’amore, un intenso romanzo psicologico, o un visionario racconto onirico, ma per me era l’unico modo di raccontare l’amore travagliato. Era anche l’unico modo per perdonarlo per non essere stato quel che avrebbe potuto essere. Mentre Gabriel Garcia Marquez e il suo realismo magico hanno sicuramente influenzato la mia scrittura, tanta ispirazione è arrivata anche e soprattutto dalla musica. Mentre scrivevo il libro, ascoltavo Vinicio Capossela e Paolo Conte, e forse il lettore troverà le loro tracce nelle vicende raccontate. Come le parole di una canzone che dice “Sognami qui com'ero, sogna di com'eri tu, non ritorna il tempo per noi, ora sai com'era vero, ora sai com'eri tu”.


 


Roberta Zanzonico (Velletri, 1986) è una psichiatria originaria dei Castelli Romani. Si trasferisce negli Stati Uniti dopo aver conseguito la laurea in Medicina e Chirurgia, completando la sua formazione prima nella ricerca in neuroscienze e poi specializzandosi in Psichiatria. Oltre alla medicina, le sue passioni sono la musica e la scrittura. Vive a Los Angeles, dove lavora come psichiatra.  Blu Stanzessere è il suo primo romanzo.



Grazie Roberta per essere stata qui con noi, scoprire cosa c'è dietro un romanzo è sempre un'esperienza incredibile.

E lettori, vi siete incuriositi? 

Per saperne di più acquistate Blu Stanzessere
Lasciate un commento se avete domande per l'autrice



Alla prossima <3


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