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venerdì 10 luglio 2020

[Recensione] IL MIGLIO VERDE - film tratto dal romanzo di Stephen King con Tom Hanks e Michael Clarke Duncan


Oggi il nostro cinefilo impertinente ci parla de IL MIGLIO VERDE, film del 1999 prodotto, scritto e diretto da Frank Darabont, con protagonisti Tom Hanks e Michael Clarke Duncan.
Tratto dal romanzo omonimo di Stephen King, pubblicato nel 1996. Disponibile su Amazon Prime Video.

Genere: Drammatico, Fantasy
Regia: Frank Darabont
Soggetto: dall'omonimo romanzo di Stephen King
Sceneggiatura: Frank Darabont
Produttore: Frank Darabont
Fotografia: David Tattersall
Montaggio: Richard Francis-Bruce
Effetti speciali: Industrial Light & Magic
Musiche: Thomas Newman
Scenografia: Terence Marsh
Attori: Tom Hanks, David Morse, Michael Clarke Duncan, Bonnie Hunt, James Cromwell, Michael Jeter, Graham Greene, Doug Hutchison, Sam Rockwell, Barry Pepper, Jeffrey DeMunn, Patricia Clarkson, Harry Dean Stanton, Dabbs Greer, Eve Brent, William Sadler, Mack Miles, Paula Malcomson, Christopher Joel Ives, Evanne Drucker
Anno: 1999
Paese: USA


Sinossi: Il miglio verde è il percorso che i condannati a morte compiono dalla propria cella al luogo dell'esecuzione. Durante il 1935, la vita di Paul Edgecombe, capo guardia in una prigione, cambia quando nell'istituzione giunge John Coffey, un gigante di colore accusato di aver massacrato due bambine.




In un giorno piovoso del 1999, in Louisiana l'anziano Paul Edgecombe, da alcuni anni ospite presso una casa di riposo, durante la visione del film Cappello a Cilindro scoppia a piangere. Accompagnato dall'amica Elaine in una stanza privata, inizia a raccontarle la sua storia. Nel 1935 Paul lavora nel braccio della morte del carcere di Cold Mountain, chiamato il Miglio Verde perché il percorso verso la sedia elettrica, l'ultimo corridoio che i condannati a morte percorrono, è caratterizzato da una pavimentazione verde cedro. Un giorno viene portato in prigione John Coffey, un enorme uomo nero apparentemente ritardato mentale e che vive per strada, condannato per stupro e omicidio di due gemelline. A dispetto dell'imponente mole, John si mostra fin dall'inizio molto fragile: piange di notte, è silenzioso e chiede a Paul di lasciare una luce sempre accesa perché ha paura del buio. 


La trama del film è abbastanza lineare ma davvero, davvero ben fatta. Pur essendo quasi interamente girato all’interno degli stessi ambienti, con una storia che non vanta molti colpi di scena, il film può tranquillamente essere considerato un’opera d’arte, grazie a dei dialoghi incredibili, in grado di trasmettere sensazioni difficilmente raggiungibili da altri prodotti. La forza delle parole è tale che, anche se dette in un contesto cinematografico assolutamente povero di stimoli visivi, riescono lo stesso ad esprimere tutte le emozioni che il personaggio dovrebbe provare dicendole. L’altro aspetto non trascurabile è l’evoluzione dei personaggi. Sia i protagonisti che i personaggi di contorno, nelle tre ore di film compiono un percorso talmente importante da risultare incredibile in un film. Spesso nemmeno nelle serie tv con minutaggi infinitamente più ampi si riesce ad arrivare ad un livello di caratterizzazione tale. Sotto questi punti di vista, IL MIGLIO VERDE è un’opera che non ha nulla da invidiare a nessun’altra pellicola prodotta fino ad ora.


Una buona parte del lavoro la fanno senza dubbio anche gli attori ingaggiati per la parte. Partendo da Michael Clarke Duncan che, grazie alla sua incredibile stazza, impersona magistralmente il ruolo del gigante buono. La sua interpretazione gli è valsa la candidatura all’Oscar come miglio attore non protagonista, candidatura, a mio parere, assolutamente meritata. Tom Hanks è sostanzialmente una garanzia, anche se sicuramente era più giovane, la qualità del suo lavoro non è certo da meno. Il suo Paul Edgecombe è uno dei personaggi che più di tutti mi ha fatto appassionare fin dalla prima volta che l’ho visto. Riesce a gestire perfettamente ogni aspetto dell’evoluzione del suo personaggio. Credo però che una menzione speciale vada a Douglas Anthony "Doug" Hutchison, l’antipatico secondino Percy. Ritengo che vestire i panni di un “cattivo” non sia facile per nessuno, ma Doug riesce a farsi odiare in ogni istante in cui gli puntano addosso la telecamera e, per come la vedo io, è un’impresa che merita un riconoscimento. 


La regia è in mano a Frank Darabont, già famoso per aver diretto “Le Ali Della Libertà”, e che nuovamente si mette dietro alla macchina da presa per girare un’opera cinematografica ambientata in un carcere. Frank è  un professionista e qui la sua regia è fenomenale, riuscendo a produrre inquadrature che enfatizzano le scene in un modo unico. Un lavoro davvero inimitabile.


Per tirare le somme: una trama bella, dialoghi favolosi e una caratterizzazione dei personaggi fantastica, rendono questo un film imperdibile nel catalogo di Amazon Prime Video.

Considerazione spiccia: a volte mi viene da pensare che IL MIGLIO VERDE sia un prodotto sostanzialmente sopravvalutato, reso così popolare grazie all’empatia che riesce a trasmettere, ma che dietro le emozioni non ci sia molto di qualitativamente valido. Ogni volta però in cui lo guardo rimango affascinato dai dialoghi, dalle vicende e da quello che provo in ogni minuto di visione. Per cui non posso che continuare, volta dopo volta, ad affermare quanto fantastico sia questo film.

Voto: 5
 L’amichevole GM di quartiere.

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